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Bitcoin quota meno dei costi di produzione! Previsioni: con l’halving andrà peggio?

Se hai letto con attenzione i nostri focus quotidiani, ti sarai reso conto che Bitcoin ha recentemente sperimentato un drammatico calo che ha condotto le quotazioni di BTC, in sole 48 ore, a fare un bel passo indietro: da 7.500 dollari a meno di 4.000 dollari in sole 48 ore!

Ebbene, questo passo indietro ha condotto BTC in un campo minato. Tanto che oggi la più nota criptovaluta al mondo è scambiata al di sotto del costo richiesto dai miner per produrla. Ma che cosa potrebbe significare questa situazione per la forza della rete sottostante, per il futuro dell’asset, per l’imminente halving e per il prezzo del Bitcoin?

Cerchiamo di comprenderlo in modo chiaro e diretto. Prima, però, ti consigliamo di aprire qui un conto di trading con IQ Option, uno dei migliori broker in circolazione, che ti consente di fare trading sulle criptovalute con un deposito minimo di soli 10 euro. In questo modo potrai subito applicare gli spunti che sotto ti proponiamo!

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Bitcoin sotto il costo di produzione: ecco che cosa accade al mining!

Cominciamo le nostre riflessioni dalle… basi. Con Bitcoin che è sceso al di sotto dei costi che i miner devono sostenere per poter creare nuova criptovaluta, BTC potrebbe essere nella sua posizione più pericolosa.

Di fatti, mentre il mercato azionario è sempre più in crisi, e mentre il coronavirus sta sostanzialmente bloccando ogni attività umana, anche Bitcoin e le criptovalute hanno vissuto momenti particolarmente difficili, con una flessione delle quotazioni sui principali exchange che ha condotto i prezzi di Bitcoin dai 10.500 dollari di appena un mese fa a 7.500 dollari, e poi a meno di 4.000 dollari.

È pur vero che BTC si è poi risollevato, ma… questo non gli ha impedito di uscire da una condizione sfavorevole: un livello di prezzo ancora inferiore al costo di produzione di ogni BTC.

Se non hai bene in mente che cosa stiamo dicendo, ricorda che il sottostante protocollo di Bitcoin (la blockchain) è alimentato da un processo chiamato “proof of work”, che coinvolge i miner. I miner utilizzano la potenza di elaborazione dei loro computer per fare calcoli complessi, e convalidare così ogni nuovo blocco.

Ora, la ricompensa per questa attività sono proprio i Bitcoin. Ma attenzione: se i Bitcoin hanno un prezzo che è inferiore al costo energetico che i miner devono sostenere, i miner non avrebbero più convenienza a svolgere le proprie attività di produzione! Farebbero infatti meglio ad acquistare l’asset piuttosto che a far funzionare i propri computer e continuare ad alimentare la rete.

Una situazione potenzialmente implosiva.

Quanto costa produrre Bitcoin? E cosa accadrà con l’halving?

Secondo le ultime rilevazioni, il costo di produzione di Bitcoin si aggira tra i 4.800 dollari e gli 8.000 dollari a seconda del luogo di produzione e delle caratteristiche delle attività di miner. Se non si esce stabilmente da questo range, significa che la maggior parte dei miner sta utilizzando i propri dispositivi di calcolo in perdita. E l’halving, peraltro, è all’orizzonte.

Fino a poche settimane fa – diciamo, fino all’esplosione della crisi del coronavirus – ci si aspettava che l’halving potesse essere un evento rialzista, facendo si che offerta e domanda si equilibrassero a soglie ben più elevate. E’ già successo in passato e, ribadiamo, fino a poche settimane fa c’erano tutti i presupposti affinché la stessa cosa fosse in programma anche nel 2020. Eppure, la straordinaria evoluzione indotta dalla condizione pandemica nella quale ci troviamo, potrebbe rendere l’halving un evento addirittura ribassista.

L’halving, infatti, dimezza i premi che i miner ricevono. E questo significa che – tra poco meno di due mesi, quando è in programma l’halving – il costo di produzione raddoppierà da un giorno all’altro, portando i prezzi ai quali sarà utile cercare di produrre Bitcoin, nella fascia tra i 9.600 e i 16.000 dollari.

Certo, è anche vero che si creerà un meccanismo di “compensazione”. Le difficoltà di estrazione di nuovi BTC diminuiranno man mano che i miner cesseranno di produrli, e alla fine il costo di produzione di ogni BTC finirà con il calare al fine di compensare quanto sopra abbiamo avuto modo di condividere. Tuttavia, è ovvio che in una situazione così “nuova”, l’halving potrebbe avere implicazioni ancora sconosciute.

Insomma, momento di grandissima volatilità sui mercati delle criptovalute. Meglio dunque mettere da parte l’idea di aprire posizioni di medio breve termine, e preferire invece fare del day trading con le migliori piattaforme dei broker più noti d’Italia.

Noi oggi ti vogliamo consigliare IQ Option (sito ufficiale). Ne abbiamo parlato in questa guida, che ti consigliamo di leggere attentamente prima di aprire una posizione di trading CFD su Bitcoin.

Buon trading!

Info su Roberto Rossi

Giornalista pubblicista, specializzato in tematiche economiche e valutarie. Appassionato di fintech, è consulente degli investimenti finanziari.

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