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Chi è il Paese che negozia più Bitcoin? Ecco la risposta (che non ti aspetti)

Al mondo c’è un Paese che negozia più Bitcoin di altri mediante rete peer-to-peer. E lo fa – peraltro – in una condizione di restrizione che, teoricamente, dovrebbe scoraggiare almeno in parte questo commercio.

Ecco perché gli ultimi dati forniti da CryptoDiffer sono relativamente sorprendenti: è la Russia a distinguersi come leader mondiale nel volume di trading di Bitcoin, con la società di ricerca che ha tracciato i dati di alcuni exchange per poter rilevare delle statistiche che ci dicono molto del mondo in cui si evolve il comparto delle criptovalute.

Russia leader al mondo ma… le cose stanno davvero così?

Dei 17.825 BTC scambiati sulla piattaforma LocalBitcoins il mese scorso, ad esempio, la Russia ha rappresentato quasi un quarto delle transazioni, con il 22%. A seguire c’è poi il Venezuela, con il 13%, mentre gli Stati Uniti al terzo posto con l’11%.

Prima di saltare a conclusioni affrettate, è anche vero che i dati di CryptoDiffer potrebber non essere così attendibili come appaiono. I dati statistici sono infatti l’elaborazione di alcune fonti numeriche non pienamente rappresentative, considerato che si basano soprattutto sull’exchange LocalBitcoins, una piattaforma che ha sede in Finlandia e che negli ultimi mesi ha perso gran parte della sua posizione di forza influente nella macro area. Di atti, mentre società del calibro di Binance hanno registrato un volume medio giornaliero di trading di 2.852.591.354 dollari nel 2019, LocalBitcoins ha subito un calo dell’attività di trading piuttosto intenso, nello stesso periodo.

Alcuni analisti attribuiscono il declino di LocalBitcoins al fatto che la piattaforma ha perso il suo unico punto di forza: permetteva infatti di fruire di un modo relativamente anonimo per comprare e vendere Bitcoin. Ma i requisiti imposti dalle autorità europee hanno fatto sì che gli utenti dovessero comunque identificarsi con i consueti questionari e inviando i propri documenti, ponendo fine a questa pratica.

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La Russia continua a opporsi a BTC

Ad ogni modo, i dati sono comunque interessanti perché dimostrano come la Russia sia un fervido “consumatore” di Bitcoin nonostante un atteggiamento piuttosto rigido delle istituzioni.

È lecito affermare, in tal senso, che il Paese rimanga un territorio piuttosto incerto per Bitcoin, tanto che il mese scorso la banca centrale russa ha annunciato un disegno di legge sulle attività digitali che limiterà l’emissione e la vendita di criptovalute, quale reazione alle preoccupazioni, formulate da parte dei funzionari governativi, che il rublo debba rimanere l’unico metodo di pagamento legale del Paese. Alexey Guznov, il responsabile legale della Banca Centrale Russa, ha giustificato la propria rigida posizione affermando che è necessario tutelare i consumatori.

Riteniamo che ci siano grandi rischi di legalizzare le operazioni con le valute criptate, dal punto di vista della stabilità finanziaria, della prevenzione del riciclaggio di denaro sporco e della protezione dei consumatori” – ha affermato il dirigente, che ha poi ammesso che la Russia non può far rispettare il divieto di Bitcoin e di altre criptovalute, e che le persone sono pur sempre libere di negoziare queste valute in giurisdizioni che lo consentono.

Continuano a resistere, comunque, le voci di una valuta digitale russa sostenuta dall’oro.

Detto ciò, ti ricordiamo che se vuoi investire in criptovalute il modo più semplice è quello di farlo attraverso l’uso di un broker regolamentato, come quelli che sopra abbiamo riassunto in tabella. Se poi ti serve una piccola spinta… prova a dare uno sguardo alla nostra recensione di eToro, sicuramente uno dei massimi leader nel settore!

Info su Roberto Rossi

Giornalista pubblicista, specializzato in tematiche economiche e valutarie. Appassionato di fintech, è consulente degli investimenti finanziari.

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