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Bitcoin: Oro, Rame e Energia – Il PATTERN che può CAMBIARE TUTTO!

Ho già posizionato il 20% del mio portafoglio eToro su oro, palladio ed energia. Non per caso: quando l'energia sale, Bitcoin reagisce. E il pattern storico dice che potremmo essere alla vigilia di movimenti importanti...

FRASCATI (RM) – Chi investe in Bitcoin senza guardare cosa succede sui mercati delle commodities energetiche sta navigando a vista. Punto. Perché quando parliamo di mining di Bitcoin, parliamo di consumo energetico. E quando parliamo di consumo energetico, parliamo di costi operativi che possono fare la differenza tra miner che restano attivi e miner che spengono le macchine. E se, come sappiamo, esiste sempre più un filo conduttore che lega tra il mondo della finanza tradizionale e quello di Bitcoin e crypto, gli energetici – asset difensivi per eccellenza – rappresentano per me un’interessante chiave di lettura che cercherò di esplicare nel corso di questa breve analisi.

Ed è proprio per questo motivo che negli ultimi mesi ho costruito una posizione significativa sul mio portafoglio eToro che copre ad oggi circa 20% tra oro, palladio ed energetici. Non è speculazione. È strategia basata su un pattern ciclico storico che ora vi spiego, con tutte le implicazioni dirette per Bitcoin e il settore crypto.

Proprio su eToro hai la possibilità di iniziare a investire con sconti TOTALI sulle fee crypto e puoi farlo aprendo un conto da qui. Su eToro hai la possibilità di seguire passo dopo passo tutti i movimenti del mio portafoglio.

Il pattern oro-rame-energia: cosa c’entra con Bitcoin?

Qualche giorno fa un collega Popular Investor su eToro ha condiviso un’analisi su uno schema ciclico che seguo da mesi: prima sale l’oro, poi il rame, infine l’energia. A prima vista potrebbe sembrare roba da mercati tradizionali senza nessun collegamento con le crypto. Invece è esattamente il contrario.

Bitcoin viene definito “oro digitale non per marketing, ma perché storicamente mostra correlazioni significative con l’oro spot durante fasi di:

  • Incertezza geopolitica (guerre, tensioni internazionali)
  • Timori inflazionistici (svalutazione monetaria)
  • Crisi di fiducia nei sistemi bancari tradizionali

Quando l’oro sale come asset rifugio, Bitcoin tende a seguire. Non sempre con la stessa intensità, spesso con volatilità amplificata, ma la direzione è tendenzialmente la stessa. Ma a mio avviso c’è un possibile secondo collegamento ancora più diretto: l’energia e, in questa particolare situazione geopolitica, può rappresentare un valore aggiunto. Per farla in parole estremamente semplici: chi ha più potere energetico, ha più potere universale.

Bitcoin e il costo dell’energia

Facciamo due conti concreti. Un’operazione di mining Bitcoin consuma mediamente tra i 30-50 kWh per ogni transazione processata (dipende dall’efficienza delle macchine ASIC utilizzate). Moltiplicate questo per milioni di operazioni al giorno e avete un’idea della scala energetica in gioco.

Quando il prezzo dell’energia elettrica sale, succedono tre cose:

  1. I miner marginali chiudono: quelli con costi operativi più alti non riescono a sostenere la redditività e spengono le macchine
  2. L’hashrate di rete scende: meno potenza computazionale totale dedicata al mining
  3. La difficoltà di mining si adegua: ogni 2016 blocchi (~2 settimane) la difficoltà viene ricalcolata al ribasso se l’hashrate è diminuito

Questo meccanismo rende la rete più resiliente nel lungo periodo (sopravvivono solo i miner più efficienti), ma nel breve-medio termine può creare volatilità sul prezzo di Bitcoin.

Ecco perché chi investe in BTC, a mio avviso, dovrebbe seguire anche il settore energetico.

Il pattern storico: prima oro, poi il rame – ora è il momento degli energetici?

Qualche ora fa un post del mio amico e collega Ferdinando Colella, anche lui Popular Investor Champion su eToro, ha stuzzicato enormemente la mia attenzione e mi ha dato l’input a voler condividere con voi una chiacchierata che farò proprio con lui in merito a questo tema e che pubblicherò prossimamente sul mio Substack su www.alessioippolito.it. F. Colella si è già espresso più volte in merito a questo pattern, e ha condiviso con noi l’immagine che riporto qui sotto:

oro rame energetici
Rapporto oro-rame-energetici – Credits: Ferdinando Colella.

Storicamente, quando i mercati attraversano fasi inflazionistiche o di espansione economica post-crisi, i capitali si muovono secondo questa sequenza:

  1. Prima fase – Oro: I gold miners esplodono per primi, anticipando inflazione e risk-off
  2. Seconda fase – Rame: I copper miners seguono, spinti dalla domanda industriale (infrastrutture, elettrificazione, transizione energetica)
  3. Terza fase – Energia: Il settore energetico completa il ciclo, beneficiando della domanda strutturale di commodities

Oggi siamo qui: oro e rame hanno già fatto il loro movimento. Il settore energia è in compressione laterale da mesi. E guardando il grafico dell’S&P 500 Energy Sector, si vede chiaramente una struttura tecnica che storicamente precede movimenti violenti.

Come sono posizionato sul mio portafoglio eToro

Nel mio portafoglio pubblico su eToro – dove sono Popular Investor Champion dal novembre 2025 – ho costruito esposizioni precise su questo tema:

Oro e metalli preziosi:

  • PPFB.DE (iShares Physical Gold ETC): ~6%
  • PALL (Aberdeen Palladium ETF Trust): ~3%

Settore energia:

  • ENEL.MI (Enel Power Company): ~3%
  • IG.MI (Italgas – distribuzione gas naturale): ~1%
  • URA (Global X Uranium ETF): ~1,5%
  • SMR (NuScale Power Corporation – nucleare): ~1,5%

Infrastrutture elettriche:

  • POWL (Powell Industries Inc): ~1,5%
  • IESC (IES Holdings Inc): ~1,5%

Risorse naturali:

  • ILU.ASX (Iluka Resources Limited – rare earth): ~1%

Totale esposizione oro + palladio: circa 9%
Totale esposizione energia e infrastrutture: circa 10-11%
Totale complessivo: oltre il 20% del portafoglio

E sto valutando seriamente di aumentare ulteriormente l’esposizione sul settore energia, in particolare sulle energie rinnovabili, proprio perché vedo questo pattern completarsi nei prossimi mesi. Ma la posizione più importante del mio portafoglio resta Bitcoin all’~11%, che funge da asset di decorrelazione e hedge inflazionistico.

Bitcoin e oro: la correlazione che molti ignorano

Quando l’oro ha toccato i massimi storici sopra i $2.700/oz a fine 2024, Bitcoin ha seguito con un rally che l’ha portato oltre i $100.000 per la prima volta nella storia. Gli investitori istituzionali che cercano protezione dall’inflazione non comprano solo oro fisico. Comprano anche:

  • ETF su oro (come il GLD o il PPFB.DE che ho in portafoglio)
  • Bitcoin tramite ETF spot (come IBIT di BlackRock, FBTC di Fidelity)
  • Gold mining stocks per leva sull’oro

La narrativa è la stessa: protezione del capitale contro la svalutazione monetaria. Ma Bitcoin ha un vantaggio competitivo rispetto all’oro: scarsità matematica. Solo 21 milioni di BTC esisteranno mai. L’oro? Continua ad essere estratto ogni anno.

Energia e Bitcoin: la doppia faccia della medaglia

Ora veniamo al punto cruciale per chi opera nel mondo crypto. Se il settore energia esplode come previsto dal pattern storico, Bitcoin si troverà in una situazione ambivalente:

Scenario positivo per Bitcoin:

  1. Narrativa inflazionistica: se l’energia sale per inflazione, BTC beneficia come hedge
  2. Correlazione con oro: se oro continua a salire, BTC segue come “oro digitale 2.0”
  3. Attenzione istituzionale: le rotazioni settoriali portano capitali verso asset alternativi

Scenario negativo per Bitcoin:

  1. Costi mining esplodono: i miner marginali escono, hashrate scende
  2. FUD sui consumi: la narrativa “Bitcoin inquina” torna prepotente se l’energia costa di più
  3. Volatilità amplificata: se i mercati entrano in risk-off per shock energetici, BTC soffre

La mia tesi è che il primo scenario prevarrà, ma con volatilità nel breve termine.

Perché le energie rinnovabili sono fondamentali per Bitcoin

Ed è esattamente qui che entrano in gioco le energie rinnovabili. Oggi oltre il 58% del mining Bitcoin globale utilizza fonti energetiche rinnovabili (secondo il Bitcoin Mining Council). Questo dato continua a crescere per due motivi:

  1. Economico: solare, eolico e idroelettrico hanno costi marginali più bassi nel lungo periodo
  2. ESG: i grandi mining pool devono rispondere a pressioni normative e ambientali

Ecco perché sto valutando di aumentare l’esposizione proprio sulle rinnovabili: se il pattern energia si completa, le aziende che operano su solare, eolico e idrogeno verde potrebbero essere i vincitori del prossimo ciclo. E questo gioverebbe direttamente al settore mining Bitcoin, riducendo la pressione sui costi operativi.

Secondo la mia opinione: chi crede ed investe long term in Bitcoin, senza ipocrisia, dovrebbe investire anche negli energetici e, il sottoscritto, lo sta debitamente mettendo nero su bianco, anche sul suo portafoglio pubblico presso eToro.

Come già anticipato, sto valutando l’entrata su 3 nuovi colossi energetici, di cui due proprio specializzate all’infrastrutture rinnovabili, al fine di aumentare l’esposizione su questo tema. Queste azioni sono, stando a report Morningstar, a prezzi di mercato che potrebbero risultare favorevoli.

Le implicazioni per le altcoin e il settore DeFi

Ma non è solo Bitcoin a essere impattato da queste dinamiche.

Anche Ethereum – che dopo il Merge è passato a Proof of Stake – è influenzato indirettamente:

  • I validator nodes consumano comunque energia (anche se molto meno del PoW)
  • La correlazione ETH/BTC rimane fortissima: se BTC sale per narrativa oro, ETH segue
  • Il settore DeFi su Ethereum beneficia dell’afflusso di capitali quando gli asset crypto performano

E poi c’è tutto l’universo delle altcoin legate al settore energia:

  • Power Ledger (POWR): trading peer-to-peer di energia rinnovabile
  • Energy Web Token (EWT): infrastruttura blockchain per utility energetiche
  • Solana: molti progetti DePIN (Decentralized Physical Infrastructure) legati all’energia

Se davvero il settore energia esplode, queste nicchie potrebbero vedere interesse crescente.

I tre pilastri macro che sostengono questa tesi

Per capire se il pattern si completerà davvero, dobbiamo analizzare tre variabili chiave:

1. Inflazione persistente

Se l’inflazione resta elevata (come indicano i dati di dicembre 2025 negli USA), le commodities energetiche beneficiano strutturalmente. E con esse, Bitcoin come hedge.

2. Politiche sui tassi d’interesse

Il settore energy è capital intensive. Se Fed e BCE iniziano a tagliare i tassi nel 2026, il costo del debito scende e gli investimenti in infrastrutture energetiche diventano più attraenti.

Questo vale anche per le mining farm Bitcoin: con tassi più bassi, finanziare l’acquisto di nuovi ASIC diventa più conveniente.

3. Domanda strutturale in espansione

La transizione energetica, l’espansione di data center per AI, il boom del mining crypto e la crescita economica globale spingono la domanda di energia. Anche con maggiore penetrazione delle rinnovabili, petrolio, gas e uranio restano pilastri del mix energetico mondiale per almeno altri 10-15 anni.

Strategia operativa per chi investe in crypto

Per chi vuole posizionarsi su questa tesi senza uscire dal mondo crypto, ecco alcune strategie concrete:

Opzione 1: diversificazione TradFi + crypto (quello che faccio io)

Mantenere un’allocazione crypto solida (BTC 10-15%, ETH 5-10%) ma aggiungere esposizione a:

  • Gold ETF (PPFB.DE, GLD) per correlazione con BTC
  • Energy stocks (ENEL, XLE, rinnovabili)
  • Uranio (URA, URNM) per il nucleare

Questo è esattamente il Metodo 50/40/10 che applico: 50% azioni, 40% ETF/commodities, 10% Bitcoin (con possibilità di salire al 20% crypto totale).

Puoi approfondire qui il Metodo 50/40/10.

Opzione 2: focus su mining stocks Bitcoin

Investire in aziende che fanno mining Bitcoin:

  • RIOT Platforms
  • Marathon Digital (MARA)
  • CleanSpark (CLSK)

Queste aziende beneficiano sia dell’apprezzamento di Bitcoin che della gestione efficiente dei costi energetici. Se il prezzo energia sale ma BTC sale di più, la loro redditività esplode.

Opzione 3: altcoin legate al settore energia

Per chi vuole rimanere 100% crypto:

  • Power Ledger (POWR)
  • Energy Web Token (EWT)
  • Progetti DePIN su Solana legati all’energia

Attenzione però: questi sono asset molto più rischiosi e volatili. Non dovrebbero superare il 5% del portafoglio crypto totale.

Opzione 4: stablecoin yield + exposure commodities

Parcheggiare parte della liquidità in stablecoin ad alto yield (7-12% annuo su protocolli DeFi sicuri) e simultaneamente prendere esposizione commodities via ETF tradizionali.

Questo permette di mantenere flessibilità crypto pur guadagnando dall’eventuale rally energetico.

Il mio piano: aumenterò esposizione su rinnovabili

Come ho detto, sto valutando seriamente di aumentare l’esposizione sul settore energia, con focus particolare sulle rinnovabili.

Perché?

  1. Il pattern storico oro-rame-energia sta per completarsi
  2. Le rinnovabili sono il futuro del mining Bitcoin sostenibile
  3. Le politiche ESG spingeranno sempre più capitali verso questo settore
  4. I costi operativi delle rinnovabili continuano a scendere

Non è speculazione. È posizionamento strategico su un trend che vedo svilupparsi nei prossimi 12-24 mesi.

Perché condivido pubblicamente queste analisi

  • Come direttore di Criptovaluta.it e giornalista iscritto all’Albo, ho una responsabilità verso i lettori: fornire informazione di qualità, basata sui dati, senza conflitti d’interesse.
  • Come Popular Investor Champion su eToro, ogni mia operazione è pubblica e tracciabile sul mio profilo. Non posso nascondermi dietro performance inventate o portafogli fake.

Questa è la differenza tra chi fa informazione seria e chi vende corsi da 997€ promettendo il 1000% in sei mesi con qualche shitcoin pompata su Telegram. La trasparenza non è un optional. È l’unica cosa che conta.

Considerazioni a margine

Il pattern oro-rame-energia non è solo un fenomeno di mercati tradizionali. È un segnale macro che influenza profondamente Bitcoin e tutto il settore crypto. Chi investe in criptovalute pensando che siano un mondo a parte, disconnesso da oro, petrolio, tassi d’interesse e inflazione, sta commettendo un errore strategico.

I mercati sono interconnessi. Sempre. E le rotazioni settoriali spesso anticipano movimenti più ampi che poi si riflettono anche sulle crypto. La domanda ora è: il settore energia esploderà come previsto dal pattern storico?

E se sì: Bitcoin seguirà la narrativa inflazionistica dell’oro o subirà il contraccolpo dei costi energetici? La mia tesi è che prevarrà il primo scenario, con volatilità nel breve ma apprezzamento nel medio-lungo termine. E per questo ho già posizionato oltre il 20% del mio portafoglio eToro su oro, palladio ed energia. Con Bitcoin all’11% che resta il mio asset principale di decorrelazione e hedge inflazionistico.

La risposta arriverà nei prossimi mesi. Ma una cosa è certa: chi si posiziona in anticipo, con strategia e disciplina, ha sempre un vantaggio rispetto a chi insegue i movimenti a mercato già fatto. Potete seguire in tempo reale tutte le mie operazioni sul mio profilo Popular Investor eToro.

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Klaus Marvin
Klaus Marvin
5 giorni fa

Condivido appieno la scelta delle rinnovabili e il fatto che tutto sia interconnesso. Io vicino all’oro, BItcoin, ETH e SOL ho investito anche in argento e da allora il suo valore sembra non fermarsi ma lo ritengo più speculativo e sembra che con l’energia non centri nulla.