Apre in negativo per gli azionari la settimana di trading, con i futures su tutti i principali titoli americani che lasciano sul campo diversi decimi di punto percentuale. In alto l’oro, che in apertura delle contrattazioni globali guadagna oltre lo 0,60% e supera la soglia simbolica dei 5.000$ l’oncia.
La prima risposta dei mercati a una settimana che sarà caratterizzata da dati importanti (FOMC, ma anche tante trimestrali) è stata di quelle tese, aspettando che aprano però le contrattazioni regolari, che partiranno soltanto al mattino, in Europa.
Futures molto nervosi, nuovo record per l’oro
Parola d’ordine: nervosismo. Nonostante il grosso degli eventi geopolitici sia rimasto in standby (compreso il tanto discusso intervento in Iran da parte degli USA), i mercati aprono una settimana densa di appuntamenti con un certo nervosismo.
- -0,57% per Dow 30, il più rappresentativo degli indici USA del segmento “industriale”;
- -0,66% per S&P 500, che include le top 500 aziende degli Stati Uniti;
- -0,85% per Russell 2000, indice che è forse un termometro più preciso dell’appetito per il rischio.
Seguono su percentuali simili anche i futures sui principali indici europei, segnale di una tensione che non è geograficamente concentrata ma che riguarda più in generale tutti i mercati.
- Record oro sopra i 5.000$
È invece record per il bene rifugio per eccellenza. L’oro supera infatti con una certa agilità quota 5.000$, segnando un nuovo massimo e smentendo chi credeva che la corsa si sarebbe fermata prima di una soglia simbolica di questa importanza.
L’oro continua a cavalcare almeno due trend: il primo è quello degli acquisti continuativi da parte di diverse delle banche centrali dei paesi cosiddetti emergenti.
Il secondo è una ricerca, invero in parte disperata, di asset che possano fare sia da scudo contro le scempiaggini monetarie che in tanti si attendono, in parte dal rapido deterioramento possibile delle condizioni geopolitiche.
Tensione anche per i dati
Sarà la settimana di quattro trimestrali delle magnifiche sette, concentrate tra mercoledì e giovedì.
Mercoledì parlerà inoltre Jerome Powell, a margine di un FOMC scontato nella decisione, ma che causa più di qualche problema per quanto riguarda i nuovi schieramenti politici interni a Fed. A pesare saranno anche le reazioni di Powell all’indagine del DoJ.
Bitcoin e crypto in sofferenza
Bitcoin fatica a mantenere gli 86.000$, mentre Ethereum lascia sul campo oltre il 5%, quotando circa 2.800$ al momento della pubblicazione di questo approfondimento.
Situazione identica tra le top, con perdite in linea con quelle di Ethereum, fatta eccezione per una resistente BNB, che perde “soltanto” il 2,70%.
Si preannuncia una settimana priva di certezze, e che avrà bisogno di messaggi chiari dalla politica USA, che dovrà discutere anche il superamento dell’incombente shutdown.
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