Mike McGlone, di Bloomberg Intelligence, ha deciso di unirsi all’ormai affollato gruppo di chi sta sparando numeri in libertà. Se prima erano i 200.000$ di Bitcoin il graal degli analisti più alla moda, ora si passa, senza soluzione di continuità, a 10.000$. Sì, McGlone ha detto che i prezzi al collasso delle crypto (quali?) potrebbero essere indice di uno stress finanziario più ampio. Stress che, come un cane che si morde la coda, potrebbe portare BTC addirittura a 10.000$.
Buy the dip? Finito. E a breve, dice Mike, anche un collasso del settore azionario. Previsioni che, verrebbe da dire, neanche Ray Dalio e Nouriel Roubini in una giornata particolarmente cupa.
Poca volatilità sulle azioni, cap to GDP alle stelle e crypto pronte a implodere
Su cosa si basa questa analisi, che parla addirittura di ritorno di Bitcoin verso i 10.000$?
- Il rapporto tra capitalizzazione di mercato delle azioni e PIL USA ha raggiunto il livello più alto da un secolo a questa parte
In che modo questo sia il segnale di implosione imminente, non è dato saperlo. Tuttavia, le statistiche sono sempre interessanti, no?
- La volatilità più bassa da 6 mesi a questa parte su S&P 500 e Nasdaq
Il che vorrebbe dire, sempre secondo Mike McGlone, che qualcosa sta covando sotto le ceneri. La più classica calma prima della tempesta.
- Volatilità estrema su oro e argento
Che secondo McGlone – qui puoi leggere il suo post completo, finirà per scaricare anche sulle azioni.
E poi tira fuori un curioso grafico che paragona Bitcoin diviso 10 al valore di S&P 500. Bitcoin, dice, è un asset a beta elevato, ovvero tende a muoversi in modo amplificato. Se si sale, sale di più (cosa non vera da qualche mese a questa parte) e quando si scende tende a correggere in modo più importante.
Di conseguenza, lascia intendere McGlone, se S&P dovesse correggere in modo importante, Bitcoin potrebbe avviarsi in direzione 10.000$.
L’alternativa più soft
Sembra essere un pelo più fondata nella realtà. Se S&P dovesse correggere in direzione 5.600$, allora potremmo vedere Bitcoin… verso i 56.000$, per poi stabilizzarsi. Sarebbe comunque una correzione importante, ma non catastrofica.
Chiaramente c’è un grosso se, almeno nella prima parte dell’analisi: ovvero la convinzione di un top degli indici azionari americani e una correzione di quelle che entrano di diritto nei libri di storia.
Può essere? Tutto può essere. Di profezia di sventura dai soliti ne sentiamo però da settimane, anzi da mesi. Anzi, a guardare in direzione Michael Burry, da anni. Anzi, di più, è da quando il settore tech ha assunto il ruolo di guida della crescita (del cap e dell’economia) che sentiamo che certi livelli sono insostenibili.
Lo saranno davvero? Un giorno – è statistica – una correzione arriverà. Sta di fatto che se avessimo abbandonato i mercati alle prime “avvisaglie” dei soliti noti, oggi saremmo a piangere mancati gain decisamente importanti.
Ci teniamo però a ricordare che McGlone, certamente non uno sprovveduto, non è nuovo a mirabolanti previsioni. Oltre ai 100.000$ chiamati nel 2022, nel 2023 ebbe a chiamare i 230.000$. Cifra mai vista neanche con il binocolo. Un grande analista, con un altrettanto grande gusto per i numeri che fanno impressione.
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