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Ecco chi ha venduto Bitcoin, causando il crollo. Fondi hedge sotto accusa. Le dichiarazioni

I fondi hedge hanno scaricato, perché sentivano un certo odore..

Chi ha venduto Bitcoin durante l’ultimo trimestre? Abbiamo una risposta parziale e arriva da Bloomberg, che ha intervistato i diretti interessati. Diversi fondi hedge, una categoria di investitori molto attiva su Bitcoin e Ethereum, hanno liquidato le proprie posizioni, ritenendo il risk-reward di quella fase non più accettabile. Con Bitcoin che toccava nuovi massimi e il resto del mondo crypto che gli andava dietro… la situazione era propizia per tornare liquidi, oppure dirigersi verso investimenti più conservativi.

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Abbiamo però qualcosa da aggiungere alla pur meritevole analisi di Bloomberg: la sensazione è che il rientro verso posizioni più tranquille abbia colpito almeno in parte anche il settore azionario, che ha quantomeno ridotto la corsa, ha toccato due minimi per ripartire e ora sembra di nuovo in cerca di opportunità per una narrativa bullish.

Chi ha venduto?

Una parte certamente i fondi hedge, fondi speculativi che – al netto del nome – non amano correre grossi rischi quando le ricompense potenziali non sono adeguate. Con i primi chiari di luna di ottobre, in diversi avrebbero infatti liquidato le loro posizioni su Bitcoin e Ethereum, con diversi che tra le altre cose non sarebbero ancora rientrati.

Mentre il rapporto rischio-ricompensa si rendeva poco favorevole nel quarto trimestre del 2025, abbiamo tagliato del 40% le nostre posizioni.

Sarebbe questa la prima volta che il fondo in questione ha zero esposizione complessiva su BTC e ETH. Questa è la nota che viene riportata da Bloomberg e che arriva da Sigil Fund.

C’è poi la questione cash – che continua a essere accumulato, ricorda Bloomberg, probabilmente in attesa di maggiore chiarezza per quanto riguarda le condizioni macro, in particolare in termini di politica monetaria.

Vendita
Scarico compatibile con l’andamento degli ETF da settembre circa – fatta salva la corsa di ottobre pre massimi

E sull’azionario?

Chiaramente sono posizioni incomparabili, dato che dopo la correzione del 10 ottobre e dopo un novembre poco brillante, S&P 500 ha tentato altri due massimi e lo stesso hanno fatto altri indici. Rimane comunque il fatto che la ripidità della crescita è diminuita in modo consistente, confermando un atteggiamento congruo con un calo del risk-reward più in generale sugli asset risk-on. È uno spunto sul quale torneremo sicuramente anche nei prossimi giorni, anche se di eventi in grado di risolvere l’impasse macro non ce ne saranno.

Mercoledì ci sarà il grande appuntamento con le trimestrali di Nvidia, che potrebbe contribuire a una fotografia possibilmente più precisa delle condizioni del settore fondamentale di questo ciclo, che rimane quello dell’AI.

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Maximilian Fischer
Maximilian Fischer
1 ora fa

Das war wunderschön, Admin. Vielen Dank für Ihre Gedanken.