Anche gli economisti interpellati da Bloomberg sono quasi certi: Christine Lagarde lascerà BCE prima della scadenza naturale del suo mandato, lasciando campo libero a Klaas Knot. Da quando è iniziata a circolare la notizia delle dimissioni della governatrice – a quanto parrebbe anche per evitare di attribuire peso alla destra che dovrebbe uscire vincitrice dalle urne in Francia – non sono arrivate smentite credibili. A sostituirla sarà – almeno secondo il 57% degli economisti interpellati da Bloomberg, un ex-governatore della banca centrale dei Paesi Bassi.
La scadenza da seguire sarà quella delle elezioni presidenziali francesi – con Macron che (non è più una teoria complottista ma quanto mette nero su bianco la stampa statunitense) potrebbe così essere certo di poter almeno in parte indirizzare le scelte per il successore di Lagarde.
Candidati più probabili dipenderanno dalle dimissioni
Altrettanto curioso quanto è venuto fuori in termini di candidati favoriti a sedere sul secondo trono più importante nel mondo del reame della politica monetaria. L’olandese Klaas Knot sarebbe infatti il favorito soltanto nel caso in cui Lagarde dovesse effettivamente dimettersi.
Nel caso in cui invece Lagarde dovesse arrivare a fine mandato, sarebbe favorito Pablo Hernandez de Cos sia su Klaas Knot, sia su Joachim Nagel. Per Isabel Schnabel, super-falco che già siede nel board, speranze minime.
Per quanto il tema diventerà un tormentone sui giornali finanziari nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, è difficile che ci siano dei cambiamenti importanti in termini di traiettoria della politica monetaria. Si tratterà infatti più di vedere chi conta quanto all’interno dell’area euro che di possibilità di invertire la rotta.
Macron ha già in passato sottolineato come un governatore e più in generale una BCE più accomodanti sarebbero più che graditi – complice anche (dicono i maligni) una situazione delle casse statali francesi non esattamente al top.
Intanto la prima parte della manovra Macron è già riuscita. Villeroy, attualmente governatore della banca centrale francese, ha già annunciato le sue dimissioni e lascerà il suo posto prima di giugno, lasciando così piena libertà al presidente in carica di indicarne il successore.
Le reazioni dei mercati (crypto comprese)
Sarà interessante più che altro vedere la reazione dei mercati nel metabolizzare un’indipendenza delle banche centrali che è più sventolata che concreta. Se a Washington l’attacco è plateale ma di scarso successo, in Europa le cose si fanno con maggior garbo, ottenendo però dei risultati notevoli.
Bitcoin e crypto potrebbero risentire della situazione se e soltanto se dovessero configurarsi le condizioni per un’Europa più lassista sul piano del rigore monetario. Questione che per ora sembrerebbe essere fuori discussione, complice un’inflazione peperina e l’impossibilità di mettere d’accordo le tante anime che compongono l’area euro.
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