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Bitcoin resta stabile: Wall Street scricchiola sui supporti | Petrolio vola a 75$ [Analisi]

Mercati tesi e volatili. Bitcoin prosegue la congestione sopra 63.000$. Petrolio sopra 75$. Europa in forte calo. Crypto relativamente resilienti.
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Ieri la giornata sui mercati finanziari e crypto è stata segnata dalla tensione, ma senza sfociare nel panico. Dopo un avvio ribassista, gli indici americani hanno messo in atto una fase di recupero, simile a quella del giorno precedente, limitando i ritracciamenti. Le crypto mostrano segnali di maggiore forza relativa, muovendosi in un range ristretto. Bitcoin ha chiuso con una flessione dello -0,73%, mentre Ethereum con un calo del -2,20%.

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Crypto e Bitcoin più resilienti al conflitto in Iran

Gli andamenti delle principali crypto

Osservando il grafico a 4H della Top 20 per market cap, dallo scoppio della guerra in Iran (sabato 28 febbraio), si nota una performance positiva per diversi token.Hyperliquid guida il rialzo, seguito da Unus Sed Leo e Solana, con Bitcoin che si mantiene a un +2,20%. Tuttavia, molte crypto scambiano in territorio negativo. Il peggiore del comparto è Canton, con una correzione dell’8%.

Analisi tecnica di Bitcoin e fase di congestione

Se si osserva il grafico dell’andamento del prezzo di Bitcoin (BTC), si può sostanzialmente vedere quello che sta facendo la maggior parte delle crypto, che si trovano in una fase di congestione ormai da inizio febbraio.

Anche in questa situazione di tensione in Iran, i prezzi restano all’interno di questo box range. Attualmente BTC quota 67.838$ e questa mattina è leggermente in contrazione, ma da inizio marzo risulta in positivo del +1,25%.

L’area della congestione è compresa tra una base in zona 63.000 e una resistenza nell’area dei 70.500$. Attualmente BTC si trova più vicino alla parte superiore e ha un’area più rilevante di resistenza che passa tra i 74.500 e i 75.300$, dove poco sopra si interseca anche la media mobile (SMA50).

Cosa dicono gli indicatori per Bitcoin

L’indicatore RSI resta in positivo, anche se negli ultimi giorni sta flettendo, ma rimane al di sopra della sua media mobile. Il MACD conferma il miglioramento con un istogramma verde in progressiva crescita e un crossover rialzista ormai consolidato da diverse candele. Tuttavia le due linee principali restano ancora sotto lo zero. Ciò ci indica un momentum in ripresa, ma inversione strutturale ancora tutta da dimostrare.

Panoramica dei mercati globali con Europa sotto pressione

Ieri gli indici americani, con S&P 500, Dow Jones e Nasdaq, sono andati a rompere i rispettivi livelli di supporto principale per poi ritornare a chiudere sopra, seppur in territorio negativo. Con questa chiusura l’S&P 500 è rientrato all’interno del box range che lo sta guidando ormai da inizio dicembre, come evidenziato sul grafico.

Nasdaq - S&P 500 - Dow Jones
Nasdaq – S&P 500 – Dow Jones

La tenuta di questi livelli rimane complicata e si intreccia con i movimenti ciclici dei mercati. Gli indici americani e il petrolio restano comunque la bussola principale per leggere questa fase di mercato.

In Europa il clima è stato più negativo. L’EuroStoxx 50 ha perso il 3,74%, mentre il DAX ha registrato un calo del 3,77% e il nostro indice FTSE MIB un -3,94%.

Tra le materie prime,l’oro ha registrato un netto calo del -3,54% sotto i 5.200$/oz, mentre l’argento del -6,50%. Il settore degli estrattori dell’oro, un crollo tra i principali titoli azionari di circa il 10%. Anche Euro/Dollaro è in ritracciamento e ieri ha chiuso a -0,85% attestandosi a 1,16.

Il petrolio rompe la resistenza a 75$

Il petrolio resta il principale market mover del momento e ha rotto la soglia di resistenza dei 75$, livello che avevamo già indicato nella nostra analisi del 1° marzo.

Future Petrolio – Monthly marzo 2026

Nel grafico mensile allegato riportiamo la panoramica dal massimo storico di 130,50$ del marzo 2022 fino ad oggi. Le contrattazioni registrano oggi un ulteriore rialzo dell’+1,82% a 75,92$, con la prossima area obiettivo identificata nella zona degli 86-87$ al barile.

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