Ieri giornata rialzista per i mercati finanziari, con recuperi in particolare per le crypto. Bitcoin ha segnato un rialzo del +6,35%, il maggiore dal 6 febbraio, ed Ethereum ha chiuso a +7,29%. Così come Solana e Ripple, entrambe in aumento di circa il +5%. Il rialzo è stato spinto da dichiarazioni sull’evoluzione del conflitto in Iran e dalla possibile ripresa del passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz.
Ieri rally e recupero di Bitcoin e crypto
In allegato riportiamo una panoramica delle principali crypto Top 20 per market cap su grafico a 1H, che mostra la situazione e il loro andamento dalla mezzanotte di ieri, 4 marzo.

In una prima fase si è osservata una dinamica di lateralità. A metà mattinata, con l’apertura del cash delle borse europee, è scattata una fase rialzista che è durata fino alla sera, intorno alle ore 21, poco prima della chiusura delle borse americane, quando è iniziata una fase di flessione che sta caratterizzando le prime ore della giornata di oggi.
Infatti, al momento, la maggior parte dei token risulta sostanzialmente invariata, oppure leggermente in positivo o leggermente in rosso. Al di fuori della Top 20 vanno registrati anche rialzi rilevanti per Decred, Sky e Pump.fun.
Crypto e mercati tra cautela e petrolio
I mercati si stanno muovendo probabilmente in un’alternanza di ribassi e rialzi sulla percezione dell’aumentare del rischio di un conflitto prolungato o breve. Oggi dobbiamo vedere se ci saranno delle conferme dei movimenti rialzisti che hanno portato, nel mondo crypto, a un breakout della lunga fase di congestione che si è evidenziata da febbraio. Il focus rimane sugli indici americani e sull’andamento del prezzo del petrolio.

In allegato abbiamo il grafico dei futures sul petrolio, che nella sessione di ieri ha chiuso a 74,69$. Attualmente il mercato è aperto e nella sezione di destra sul daily si può osservare come abbia aperto in gap up e ora quota 77,48$, con un rialzo del +3,80% in queste prime ore della giornata.
Nella sezione sinistra del grafico monthly la panoramica evidenzia come sia in corso il breakout della resistenza a 75$, livello indicato nella nostra analisi del 1° marzo. Il rischio è una prosecuzione della corsa verso l’area compresa tra 86 e 87$.
Bitcoin e breakout della congestione
Analizzando il grafico di Bitcoin (BTC) riportiamo il grafico daily per osservare meglio il suo andamento. Si evidenzia la fase discendente di gennaio fino al minimo di febbraio a 60.000 USDT, da dove è poi scattato un rimbalzo tecnico seguito da una fase di congestione, come evidenziato dal box range in azzurro. Questa fase di lateralità è durata quasi cinque settimane, fino al breakout registrato ieri.

Nella fase di rialzo di ieri BTC ha toccato un massimo a 74.050 USDT, avvicinandosi all’area di congestione principale compresa tra 74.500 e 75.300 USDT, dove poco sopra passa anche la media mobile (SMA 50). Dal massimo il prezzo ha leggermente ritracciato.
Livelli tecnici e ricerca di conferme
Attualmente BTC quota 72.518 USDT ed è in leggera contrazione del -0,73%. L’indicatore RSI veloce è ben impostato al rialzo ma non è ancora entrato in area di ipercomprato. Oggi dovremmo avere conferme del movimento rialzista scattato ieri.
Sul lato corto, in caso di contrazione del prezzo, BTC presenta una prima area di supporto di breve periodo a 69.750 USDT e una successiva e principale che passa in area 68.040 USDT. La perdita di quest’ultimo livello annullerebbe il tentativo di rialzo in corso.
S&P 500 ancora dentro la lunga fase di congestione

Siamo in una fase di attesa non solo per gli sviluppi del conflitto con l’Iran, ma anche per capire l’evoluzione tecnica degli indici. Osservando il grafico 1H dell’S&P 500 si può infatti notare come non sia ancora accaduto nulla. L’indice rimane all’interno di una lunga fase di congestione che dura ormai dagli inizi di dicembre.
Venerdì 27 febbraio l’S&P 500 aveva chiuso a 6.889 punti, mentre oggi, al momento di questa stesura quota a 6.860 punti. L’unico elemento rilevante è che tre giorni fa l’indice ha segnato un minimo al di sotto di quest’area di congestione. Questo movimento, tuttavia, non ha ancora prodotto una rottura strutturale del range.
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