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Trader crypto rapito in UK: $24 milioni rubati. Coinvolti agenti polizia britannica

Aggredito, sequestrato, minacciato, e depredato per $24 milioni in crypto: una brutta storia, che ci serve però come promemoria di cosa accade al di fuori di questi schermi.

La notizia che arriva dal Regno Unito non è delle più serene per gli appassionati di criptovalute. Il trader e sviluppatore di videogiochi Alex Amsel, noto su X sotto l’handle di “Sillytuna”, pare essere stato vittima di un cosiddetto wrench attack, ossia un attacco fisico durante il quale gli aggressori lo avrebbero costretto a cedere tutto il suo portafoglio. La perdita ammonta a $24 milioni, una delle cifre più esorbitanti mai riportate in episodi di violenza simili.

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L’Europa si conferma uno dei poli più attraenti per delinquenti in cerca di ricchi crypto investitori da assaltare, anche a seguito degli svariati casi di violenza registrati in Francia negli ultimi mesi. Questa volta, secondo quanto emerso dalle testimonianze della vittima, sarebbero stati utilizzati mezzi violenti e minacce per ottenere l’accesso ai fondi, con il coinvolgimento per ora presunto anche di agenti della polizia britannica.

Trader sequestrato e rapinato in UK: $24 milioni in crypto spariti

Non ci sono ancora molti dettagli che riassumono quanto accaduto nella giornata di ieri a Sillytuna, se non le poche parole di disperazione, incredulità e richieste di aiuto diffuse dallo stesso sui social media. Tutto è iniziato con questo tweet, con cui l’utente ha dichiarato di essere stato rapinato per $24 milioni, più precisamente per 24 milioni di token aEthUSDC, che rappresentano la relativa quota di deposito di USDC all’interno della pool di Aave su rete Ethereum.

La vittima ha riferito di violenze, armi, minacce di rapimento e tentativi di stupro. Nei successivi post pubblicati ha parlato anche di minacce nei confronti del suo gatto domestico, con gli aggressori che pare siano riusciti ad ottenere l’accesso al suo portafoglio mutlimilionario dopo averlo picchiato ripetutamente con delle asce su mani e piedi.

Non sappiamo in che città sia avvenuto l’incidente, né quante persone siano state coinvolte nell’atto criminoso, se non che, stando al racconto di Sillytuna, tra gli aggressori vi sarebbero stati anche agenti della polizia britannica. Non possiamo verificare di persona per ovvie ragioni, ma siamo di fronte ad affermazioni estremamente gravi nei confronti delle forze dell’ordine locali.

Crypto spostate da criminali per far perdere le tracce

Dall’analisi on-chain emerge che i fondi sono stati spostati dall’indirizzo di Sillytuna, (0x6fe0fab2164d8e0d03ad6a628e2af78624060322) presso una moltitudine di address differenti su diverse chain, con l’obiettivo di rompere i collegamenti ed oscurare le tracce. In particolare gli aggressori avrebbero utilizzato reti layer-2, wallet Bitcoin e Monero, ma anche mixer e stablecoin decentralizzate per riuscire a riciclare il bottino da $24 milioni.

Inizialmente, come affermato da Arkham Intelligence, le crypto sarebbero state convertite in $DAI e trasferite su due indirizzi unici, su cui fino a poco fa era conservata gran parte della refurtiva, circa $20 milioni. Mentre scriviamo però vediamo ulteriori trasferimenti, verosimilmente con lo scopo di frammentare le criptovalute e rendere più complesso il tracciamento. Sillytuna ha affermato che offrirà un bounty del 10% a chi lo aiuterà a recuperare i fondi.

Della restante fetta rubata, una parte pari a $2,48 milioni è stata convertita in USDC su rete Arbitrum ed inviata ad Hyperliquid tramite 19 account diversi, con i quali gli aggressori hanno poi bridgato tramite il servizio Wagyu, soluzione con cui poter prelevare in modo anonimo XMR su rete Monero. Una parte è stata anche convertita in Bitcoin tramite Li.Fi, un noto servizio di mixing, che nasce con l’obiettivo di garantire la riservatezza ma viene anche purtroppo utilizzato per secondi fini.

Qui sotto potete vedere alcuni bridge effettuati su Wagyu. Il gestore del servizio, noto come “PerpetualCow.hl”, ha affermato di non poter in alcun modo bloccare i fondi (falso, ma evidentemente non vuole per proteggere la natura “trustless” della piattaforma, ndr), ma che una parte dei fondi inviati dagli aggressori è stata respinta dalle misure anti-money laundering. 

Wagyu bridge Hyperliquid
Wagyu bridge – Fonte dati: https://x.com/CexAndFlex

Attenzione al mondo reale

Questa spiacevole storia è l’ennesima conferma di quanto il mondo reale possa rivelarsi un pericoloso vettore di attacco per chi detiene somme ingenti in crypto. In più occasioni vi abbiamo parlato di come esporre la propria figura pubblicamente, o peggio ancora ostentare ricchezze in valute che possono essere movimentate facilmente senza nessuna protezione , sia una scelta alquanto discutibile.

Non sembra in realtà che Sillytuna sia stato particolarmente di bocca larga sui social media, né che abbia mai sfoggiato il suo patrimonio multimilionario. Ma da una semplice ricerca, abbiamo potuto facilmente collegare il suo nome e cognome, al suo nickname su X ed al suo portafoglio in criptovalute. Non ne facciamo comunque una colpa alla vittima, a cui invece inviamo la massima solidarietà virtuale.

Qui il nostro video

Ad ogni modo, voi che state leggendo, e che magari avete un patrimonio consistente in asset digitali, dovete sapere di non essere al sicuro solo perché avete custodito con diligenza le vostre chiavi private. Ci sono altri ragionamenti da dover fare, tra cui il più importante di questi riguarda la massimizzazione della privacy.

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