Ieri sui mercati finanziari il petrolio ha vissuto una giornata schizofrenica, ma non la peggiore della sua storia, con un movimento dal massimo a 119,46 dollari fino a un minimo di 81,19 dollari toccato in serata, registrando un range intraday del 33%. Questa volatilità ha influenzato di conseguenza tutti gli indici azionari e, in maniera minore, i mercati crypto, che erano già in positivo dalla mattinata. Bitcoin ha chiuso con un rialzo del +3,72% mentre Ethereum si è limitato a un +2,88%.
Il petrolio guida gli azionari ma non le crypto
Ieri il future del petrolio si è mosso come una altcoin. Tuttavia non è stata la performance peggiore di sempre: il 20 aprile 2020 andò in negativo, con un crollo a -$37,63 al barile. Il contratto futures di maggio passò da $17,73 a un minimo di -$40,32 in una sola seduta. La causa? Domanda azzerata dal Covid, stoccaggi saturi e trader costretti a pagare pur di liberarsi delle posizioni in consegna. In termini percentuali è incalcolabile in modo tradizionale perché il prezzo attraversò lo zero e andò in territorio negativo.
Il giorno in cui il petrolio valeva meno di zero

Sul grafico allegato, nella sezione di destra, si può vedere la candela registrata ieri dal petrolio, con le due lunghe shadow, superiore e inferiore. quasi a creare una candela doji che, seppur abbastanza ampia come proporzioni, resta una candela tipica di incertezza.
Su un top ci indica una possibilità di inversione. La mia opinione personale è che in questo contesto di tensioni e dichiarazioni relative alla possibile fine della guerra in Iran, anche l’analisi tecnica può avere un’affidabilità minore, non essendo una scienza esatta.
Il mercato crypto batte indici e commodities
A marzo il mercato crypto sta registrando più forza degli indici tradizionali e anche di molte commodities come l’oro, che da inizio mese è in ribasso del -4,50%. In allegato riportiamo il grafico della top 20 per market cap, dove spicca come migliore Hyperliquid con un +10,18%, seguita da SUI con un +5,20% e BNB.

Su base mensile Bitcoin segna un +4,50% con Ethereum a +4,20%, poi a scalare un’altra serie di token in positivo. Tra quelli in negativo, il peggiore è Canton con un -10,90%, preceduto da Cardano con un -7,25%.
Prosegue la congestione per Bitcoin e Ethereum
Osservando l’andamento e con il focus su Bitcoin ed Ethereum, nulla è cambiato rispetto a un mese fa. Come si può osservare dal grafico allegato con la loro comparativa, i prezzi restano all’interno del box di congestione che sta caratterizzando le ultime cinque settimane.
BTC vicino al breakout

BTC quota 70.000 USDT e al momento il prezzo si trova a contatto con la parte alta della congestione, già rotta con il falso breakout della settimana scorsa. Per avere un segnale di forza è necessario che Bitcoin registri una chiusura superiore a quella della settimana scorsa. Di fronte a sé ha anche la media mobile (SMA 50). Per BTC il primo obiettivo rilevante è sopra l’area dei 74.500 USDT, verso quella che è la resistenza più importante in area 79.000 USDT.
Ethereum ancora sotto la resistenza
A livello grafico, Ethereum (ETH) si trova un po’ più sotto rispetto alla parte alta della congestione. Attualmente quota 2.044 USDT e ha una resistenza di breve che passa a 2.057 USDT. Anche ETH, per confermare un’eventuale momento di forza, ha bisogno di chiudere sopra i massimi della candela della settimana scorsa. Il suo primo obiettivo vettoriale è la resistenza a 2.250 USDT dove poco sotto passa anche la SMA 50.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi
