Prosegue la riduzione delle tensioni sui mercati finanziari globali, con una calma apparente. Ieri le principali piazze hanno chiuso in positivo, sia con gli indici azionari americani che europei, così come continua il rialzo delle crypto. A marzo, Bitcoin segna un +4,68% ed Ethereum un +3,80%, sull’onda dell’ottimismo legato alla cosiddetta “Trump put” e alla possibile risoluzione del conflitto iraniano.
Mercati in rialzo con BTC a +4,68% e petrolio in forte correzione
Il primo elemento da osservare è il calo del petrolio, che dopo il forte spike rialzista all’apertura dei mercati di domenica notte con un massimo a 119,48 dollari, sta segnando una rapida correzione. Attualmente quota 89,83 dollari, con un calo del -30,50% dal picco.

Sul grafico allegato riportiamo l’andamento del petrolio daily con il future a prima scadenza, che a livello tecnico sta già fornendo un segnale significativo: la correzione è scesa sotto al supporto vettoriale che passava a 87 dollari.
Nella sezione di destra abbiamo invece il future di giugno, che quota 79,48 dollari, con un differenziale sceso a circa 3,77 dollari. La struttura è ancora in backwardation, poiché il front month quota ancora più del future di giugno, però il differenziale si è ridotto drasticamente, confermando il rientro della componente speculativa come evidenziavamo nell’articolo: Petrolio e Bitcoin: analisi di backwardation, contango e i segnali dai futures.
Top 20 crypto a marzo

Oggi sarà una giornata importante per avere conferme sui mercati e per capire quanto potrà durare l’ottimismo legato a una possibile fine del conflitto. A livello crypto riportiamo una panoramica delle Top 20 per market cap da inizio marzo, in cui si può vedere come una buona parte dei token sia in positivo.
Fra tutti spicca Hyperliquid, grazie al suo ruolo di DEX e all’impennata del petrolio e del relativo trading, che oggi segna un +11,35%, seguito da Monero e da un’ampia serie di altri token. Nella parte bassa della classifica, tra i peggiori, continua a restare Canton, preceduto da Cardano.
Bitcoin ed Ethereum nulla è cambiato
Focalizzandoci sull’andamento di Bitcoin ed Ethereum, entrambi restano all’interno delle rispettive aree di congestione da inizio febbraio. La settimana scorsa c’era stato un tentativo di breakout, rivelatosi poi un falso segnale che ha portato al rientro dei prezzi nell’area dei rispettivi box range.
Lo scenario di Bitcoin

Attualmente BTC quota 69.700 USDT e oggi è in contrazione del -0,39%. Ieri il prezzo è andato a toccare un massimo a 71.785 USDT, uscendo temporaneamente dall’area di congestione per poi chiudere nuovamente al suo interno. Per non annullare questo tentativo di breakout, BTC ha un primo supporto di brevissimo che passa in area 68.580 USDT.
Per Ethereum ieri chiusura sotto la resistenza
Ethereum attualmente quota 2.020 USDT ed è in calo dello 0,41%, al momento di questa stesura. Ieri però non è riuscito a superare l’area di resistenza della congestione, chiudendo anche al di sotto della resistenza di breve termine in area 2.060 USDT. Per continuare questo tentativo di rialzo e attacco alla parte alta della congestione, ETH ha un primo supporto che deve mantenere in area 1.990 USDT.
Per S&P 500 nulla è cambiato

In allegato riportiamo il grafico daily dell’S&P 500, che sta rientrando nell’area di congestione che lo caratterizza da inizio dicembre. L’unico dato rilevante è che due giorni fa c’è stata una forte discesa con un minimo a 6.584 punti, seguita da un rimbalzo e da una chiusura in positivo. Per avere un segnale tecnico di forza sarebbero necessari un test dei supporti rilevanti in area 6.200 punti e una successiva ripartenza. Fino ad allora la permanenza all’interno della congestione continuerà a generare incertezza.
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