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SVENDITA BTC

Questo miner Bitcoin svende migliaia di BTC e si butta sull’intelligenza artificiale

Cango cambia di nuovo idea e si butta sull'AI, cercando di salvare il salvabile
SVENDITA BTC

Mentre Strategy accumula con il massimo della forza, c’è chi è interno al mondo Bitcoin e decide di vendere. Parliamo di Cango, società che è passata prima dall’automotive al mining di BTC e che ora prova a fare cassa vendendo grandi quantità di Bitcoin. Per il solo mese di febbraio, ne ha venduti 4.451, portando comunque a casa perdite per 458 milioni di dollari.

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In realtà – come abbiamo visto in un nostro recente video – il trend esiste da un pezzo. Sono infatti in diversi i miner Bitcoin che stanno cercando di riaccasarsi nel mondo dell’intelligenza artificiale. La mossa di Cango però, sembrerebbe essere meno solida delle altre alle quali abbiamo già avuto modo di assistere.

Via Bitcoin, dentro l’AI

La fedeltà non appartiene al mondo della finanza e del lavoro. Dopotutto le aziende devono cercare di guadagnare il più possibile o comunque di mantenere il bilancio in ordine. Quello di Cango non lo è, almeno sul breve periodo, con il gruppo che ha registrato 458 milioni di perdite e che starebbe cercando un modo per finanziare le sue attività future. Attività future che, neanche a dirlo, riguarderebbero il mondo dell’AI.

Qui il nostro video sui miner Bitcoin e le relative azioni

Sono stati venduti quasi tutti i Bitcoin ottenuti dal gruppo nel corso del 2025 (6.594, secondo i dati ufficiali), segno che il bear market, se così vogliamo chiamarlo, sta causando qualche problema ai miner Bitcoin meno solidi.

  • Cambio strategico

Il secondo, per Cango, che fino a poco tempo fa si occupava di settore automotive e poi nel 2025, sull’onda dell’entusiasmo, ha aumentato esponenzialmente la propria presenza nel settore del mining.

In realtà anche altrove abbiamo assistito a annunci di cambio di paradigma e di comparto. Core Scientific sembrerebbe intenzionata a diventare un’azienda più impegnata nell’AI che in Bitcoin e probabilmente ne arriveranno delle altre.

È un problema per Bitcoin?

Non necessariamente, dato che il meccanismo che lo mantiene al sicuro si auto-aggiusta. Se dovessero diminuire i miner industriali, la difficoltà si abbasserebbe, rendendo le operazioni degli altri più redditizie.

Ad operazioni più redditizie corrisponderebbe un ingresso di altri player, ingolositi dai profitti. È il mercato, avrebbe detto qualcuno, bellezza.

Niente di cui preoccuparsi – se non per la sorte degli azionisti di Cango, che dopo essersi goduti un ampio rialzo successivo all’ingresso del gruppo nel mondo del mining, ora sono di nuovo sui minimi in termini di controvalore.

Le vendite, tra le altre cose, sono state inferiori della media di acquisto giornaliera di Saylor – qui il dato – nell’ultima settimana.

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