Un improvviso picco di volatilità sta colpendo i mercati crypto e azionari nelle ultime ore, indotto da una nuova accelerazione rialzista del prezzo del petrolio che torna verso i 100 dollari. Bitcoin registra un calo intraday del 2% e quota attualmente 72.300 USDT. Lo stesso movimento trascina al ribasso l’S&P 500 e pesa sull’oro, già in correzione da giorni.
Il petrolio come detonatore del calo Bitcoin e oro
Il future del petrolio dopo movimenti contenuti ieri ha avviato nelle ultime ore un’accelerazione rialzista. Sul grafico 1H di Hyperliquid abbiamo l’andamento del CL-USDC che attualmente sta registrando un rally verticale nelle ultime ore.

Attualmente quota 97,23 USDC e su base giornaliera si sta muovendo in un range del 7% dal minimo notturno a 91,40 USDC. Siamo ormai a ridosso della soglia psicologica dei 100 dollari al barile. Il driver rimane il conflitto in Medio Oriente con lo Stretto di Hormuz che continua a condizionare le forniture globali.
La catena di trasmissione su oro e Bitcoin
Il meccanismo è classico però amplificato dal contesto attuale. Petrolio in rialzo significa inflazione attesa in salita. Inflazione persistente significa Fed ferma più a lungo. Fed ferma significa rendimenti dei Treasury che salgono come si può osservare dal grafico allegato con i rendimenti del 10 anni (US10Y), tornato a 4,22% e mentre il 2 anni (US02Y) a 3,72%, entrambi in accelerazione negli ultimi giorni.

Il contesto fa da sfondo alla conferenza di Jerome Powell di questa sera, che riporterà le decisioni della Fed e la view sulla situazione attuale e futura.
Rendimenti reali e petrolio pesano sul crollo dell’oro
Rendimenti reali alti tolgono appeal all’oro, che oggi cede il 2,77% a 4.869$ per oncia. Nel grafico daily allegato abbiamo una panoramica dell’oro da inizio 2026, dove si può osservare la fase di rialzo che nel primo mese ha prodotto una serie di ATH, con l’ultimo registrato a 5.631$ per oncia. Dal picco c’è stata una forte contrazione sino al supporto di area 4.450$ da dove è scattato il rimbalzo dell’oro sino a inizio marzo.

Con lo scoppio del conflitto in Iran è iniziata una nuova fase di contrazione del prezzo, che oggi sta rompendo il supporto di area 4.925$ per oncia. La perdita di questo livello può portare a una discesa verso il supporto principale toccato a febbraio.
S&P 500 si blocca sulla resistenza
La pressione odierna derivante dal petrolio e dal rialzo dei rendimenti dei titoli di stato sta facendo virare al ribasso anche l’S&P 500, che come si può osservare dal grafico aveva toccato al centesimo l’area di resistenza evidenziata nell’analisi di questa mattina a 6.815 punti. Per non annullare questo tentativo di rialzo, l’S&P 500 deve chiudere sopra il livello dei 6.600 punti

Crypto in frenata con ribasso di Bitcoin
Il ribasso colpisce anche Bitcoin, che attualmente quota 72.270 USDT e registra un calo intraday del 2,23%. La discesa è partita dalla prima area di resistenza a 74.000 USDT che ha bloccato il prezzo per due giorni.
Adesso BTC è in calo e si sta appoggiando sulla prima area di supporto di breve termine a 72.000 USDT. Una perdita di questo livello incontra poi il supporto principale in area 70.800 USDT, dove interseca anche la media mobile (SMA50), che dovrebbe rafforzare l’area supportiva.
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