Lo studio nato dalla stretta collaborazione tra Bitget e SlowMist ha davvero dell’incredibile, poiché mette in luce una serie di nuovi rischi legati all’utilizzo del trading “automatico” tramite agenti AI. Tipologie di rischio che, fino a questo momento, non erano ancora state considerate a pieno, ma che dovrebbero far emergere aspetti critici e cruciali di questa nuova metodologia operativa.
Dettagli quindi interessanti e che mettono in risalto la massima attenzione dell’exchange universale verso la tutela e la protezione dei suoi clienti. In un settore che corre veloce e che vede sempre più presente l’intelligenza artificiale, trovarsi preparati diventa d’obbligo. Cerchiamo quindi di capire a fondo quali sono gli alert erogati da Bitget e SlowMist, nonché cosa considerare per proteggersi al meglio.
Premesse sul report di Bitget e SlowMist
Prima di passare alle sfide e alle nuove superfici di attacco su più livelli portate da questi sistemi di investimento 2.0, è opportuno iniziare con alcune premesse. Da diversi mesi a questa parte, i meccanismi basati sull’intelligenza artificiale hanno preso sempre più piede in questo settore e sono altresì stati massivamente integrati all’interno di molte piattaforme (anche note e di spessore).
Durante questa particolare fase “agentica”, dove gli agenti AI sono in grado di prendere decisioni autonome ed agire, rispetto ad una semplice analisi, è evidente che la presenza di nuove categorie di rischio debba necessariamente esser presa in considerazione. Tutto ciò anche e soprattutto per un semplice, ma scioccante, aspetto: i modelli di sicurezza odierni non sono costruiti per affrontare questi rischi.
I rischi sistemici dell’era “agentica” con AI
Il report di Bitget e SlowMist ha a tal proposito posto massimo focus sui cosiddetti rischi sistemici, così definiti poiché considerati non più semplici e meri casi isolati basati su determinate vulnerabilità di sistema. In quest’era moderna ed ampiamente segnata da agenti AI, è chiaro che i sistemi di sicurezza devono estendersi all’architettura con cui i tools di intelligenza artificiale interagiscono con i fondi dei clienti.
Un concetto che dovrebbe in ogni caso interconnettersi con la storica e tradizionale protezione a livello applicativo. Il passaggio dell’AI da un ruolo di consulenza ad un ruolo di esecutore (gestisce concretamente i capitali), può portare danni e potenziali conseguenze irreversibili. Diverse sono infatti le fattispecie messe in risalto dal report e che possiamo sintetizzare in modo marcato qui in basso:
- un agente indirizzato e settato in modo errato, o in ogni caso compromesso, può agire in modo molto più rapido rispetto ad un essere umano e questo rappresenta un grave problema di intervento in caso di problemi e necessità, dato che le transazioni nel mondo crypto sono regolate all’istante;
- le prompt injection hanno la possibilità di influire in modo importante su tutto il processo decisionale;
- il comportamento degli agenti può ipoteticamente essere modificato ed alterato da plugin malevoli e che non rispettano gli interessi dell’utente;
- eventuali azioni indesiderate, date da API con permessi eccessivi (o mal settati) potrebbero esporre il capitale ad azioni indesiderate e non consone ai propri obiettivi.
L’approccio di Bitget sui rischi degli agenti AI
Per ora tutto chiaro: gli agenti AI autonomi hanno sempre più indipendenza e sono sempre meno seguiti da una supervisione umana. In Bitget tutto ciò è stato compreso a pieno e l’approccio messo in campo è stato già ampiamente definito. La piattaforma ha infatti deciso di separare tutto (intelligenza, esecuzione ed autorizzazione) in livelli distinti. In questo modo si evita che un unico errore possa innescare effetti a catena devastanti.
Il funzionamento è in realtà complesso sotto l’aspetto tecnico, ma semplice nella sua concretezza. Prima che l’esecuzione venga completata, specifici processi di verifica e di simulazione delle transazioni entrano in azione ed i permessi seguono un particolare principio del privilegio minimo. Così facendo, gli agenti AI, pur avendo operatività autonoma, mantengono un raggio di azione limitato e ben circoscritto.
Cosa avviene nel concreto? I rischi vengono evidenziati e risolti ante, nel mentre e anche post esecuzione. La sicurezza diventa quindi un elemento perfettamente integrato nell’ecosistema ed i pilastri alla base del framework sono costituiti da permessi con limiti, flussi di transazione che possono essere sempre verificati ed altri processi interni.
Confine labile tra scelta dell’utente e scelta dell’agente AI
Sempre dai risultati del report, è emerso che il confine tra la decisione dell’utente (essenzialmente ciò che potrebbe scegliere) e la decisione del sistema intelligente, risulta ormai sempre più sottile. Gli Agenti AI sono attualmente al servizio dei trader ed hanno le potenzialità per gestire gli asset, o svolgere operazioni on-chain. Risulta chiaro che l’agire in limiti controllati ha ad oggi un’importanza essenziale.
Nel corso dei prossimi mesi ci si aspetta che tutto ciò si sviluppi in modo esponenziale e che l’attività finanziaria diventi sempre più automatizzata. Solamente un’infrastruttura capace di offrire sia rapidità ed accessibilità, sia resilienza e capacità di contenimento, potrà sostenere il tutto.
Considerazioni a margine
Parole alquanto significative sono state di recente espresse anche da Gracy Chen, CEO di Bitget, che ha dichiarato testuali parole:
“L’IA non si limita più a interpretare i mercati: ora vi partecipa attivamente”… continuando con: “Ciò cambia sensibilmente la natura del rischio. La questione non è più quanto siano intelligenti questi sistemi, ma con quale grado di sicurezza sia consentito loro di operare.”
Il report strutturato da Bitget e SlowMist ha quindi cercato di mettere in guardia i principali attori di questo settore. La prossima fase dell’innovazione finanziaria sarà una delle più delicate in assoluto e l’evoluzione dipenderà dal perfetto connubio tra esecuzione protetta ed azione controllata dei sistemi intelligenti (basati sull’AI).
Disclaimer: il presente contenuto ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza finanziaria, legale o un’offerta di acquisto o vendita di strumenti finanziari. Gli investitori devono condurre ricerche indipendenti e consultare professionisti prima di operare, considerando che i rendimenti passati non garantiscono risultati futuri e che possono applicarsi restrizioni geografiche.
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