I mercati risentono dell’ormai solita mitragliata di dichiarazioni da Washington. Donald Trump – questo è quanto raccolto dai giornali – minaccia escalation, attacca gli alleati, afferma che non è sicuro che si possa raggiungere un compromesso. Il petrolio rimane sui livelli che avevamo visto questa mattina e le principali borse correggono. Benino le crypto e Bitcoin, che tengono durante tutta la sessione americana, dopo aver però corretto in anticipo rispetto all’apertura delle borse americane.
I commenti, almeno durante gli orari diurni negli USA, si susseguono alla velocità della luce. Intanto però, direbbe qualcuno, il cero si consuma e la processione non cammina. Il transito da Hormuz è ancora bloccato (nonostante qualche passaggio spot), gli export di petrolio dei paesi del Golfo sono pressoché azzerati e c’è qualche scricchiolio anche nelle casse dei paesi limitrofi (e non, se emergenti).
La Turchia ha ridotto le sue detenzioni di oro
L’ultimo aggiornamento della banca centrale turca vede il valore delle detenzioni in oro tra il 13 e il 19 marzo ridotte del 13%. Dato che il prezzo non si è neanche lontanamente avvicinato a una correzione di quel tipo, è chiaro che ci siano state delle vendite o degli swap.
Ne avevamo già parlato qui, analizzando la situazione turca, che interesserà i trader perché possibilmente foriera di altre operazioni di questo tipo. Alcuni tra i paesi emergenti stanno rapidamente consumando le loro riserve di valuta estera, e dovranno scaricare altri tipi di riserve per sostenere le loro valute.
Nessun progresso in Iran
Al netto delle dichiarazioni che smentiscono precedenti dichiarazioni, non ci sono evoluzioni significative in Iran. Da Hormuz ancora non si passa, Trump parla di un regalo di non si è capito quanti tanker da parte dell’Iran, ma l’unica verità che possiamo dichiarare certa è che la situazione non si è sbloccata.
Brent scambia a 108$, WTI è intorno ai 95$, per prezzi che tanti analisti ritengono comunque bassi rispetto alla situazione che presto si verificherà nel mercato fisico. Profeti di sventura? Mercati troppo ottimisti, come ha affermato oggi Christine Lagarde, BCE, riferendosi però ai mercati azionari?
Male le borse USA
Male le borse USA, con soltanto il comparto energetico e (in parte) quello delle staple che tiene durante una sessione che vede tra i market mover alle 18:30 ora italiana:
- Nvidia: -2,67%
- Google: -2,42%
- Palantir: -3,76%
- Meta: -7,07%
- Tesla: -2,24%
Per limitarci soltanto alle top per capitalizzazione di mercato. Una situazione difficile che vede un progressivo scarico anche nel settore aerospaziale e difesa. Tengono soltanto le società del settore energetico (bene XOM, bene CXV), e poche nel settore staples e consumer, come Costco.
Meta paga anche la perdita di una causa storica in California.
Criptovalute e Bitcoin tengono
Criptovalute e Bitcoin tengono, anche perché hanno accumulato perdite prima della sessione USA. Rimane però curioso, per il grosso degli analisti, osservare la resilienza di un settore che in genere soffre molto quando le borse scaricano.
Rimane questa una sorta di anomalia iniziata durante la guerra, per quanto Bitcoin sembri abbia perso la spinta iniziale.
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