Il 28 febbraio è iniziato il conflitto che ha colpito l’Iran. Oggi è esattamente un mese e, a livello finanziario ed economico sta lasciando una serie di strascichi, nonché problematiche future relativamente ai costi energetici, all’inflazione e a possibili scenari di rallentamento economico o stagflazione.
In questo mese di marzo ha sorpreso in particolare l’andamento dei prezzi di Bitcoin e del mondo crypto, con una maggiore forza rispetto agli indici azionari. Forza che nell’ultima settimana sia BTC che ETH hanno perso.
Un mese di guerra in Iran e la forza di Bitcoin si esaurisce
In questo scenario che coinvolge la regione, con la maggiore produzione mondiale del petrolio, la commodity che più ha brillato è il greggio. Nel grafico allegato abbiamo l’andamento dei futures dei principali asset finanziari. Il WTI è in rialzo del +40% su base mensile.

A scalare troviamo Ethereum con un rialzo mensile, che seppur in contrazione, si attesta ancora intorno al +3%, mentre BTC è passato nelle ultime 24 ore in negativo e al momento di questa stesura, segna un calo di circa il -0,70%.
Panoramica dei principali asset finanziari a marzo
Male invece sta andando tutto il comparto degli indici azionari, come si può osservare dal grafico allegato, con S&P 500 che si attesta a un -7%, poco meglio il Nasdaq. In Europa, il DAX e l’EuroStoxx viaggiano attorno al -8%. Sorprendono invece in negativo due commodities come oro e argento, che stanno perdendo rispettivamente il -15% e il -21,40%, risultando i due asset peggiori. In particolare, stupisce l’oro, nell’immaginario comune, visto come il bene rifugio per antonomasia.
T-Note in ribasso
Tra i futures potete osservare la sigla ZNM 2026, che indica l’andamento del future del decennale americano (T-Note), in ribasso del -2,58% a marzo. Questo dato ci richiama alla problematica del debito e della crescita dei rendimenti dei Treasury, di cui si sta parlando soprattutto negli ultimi giorni. Ieri sera c’è stata la live del nostro caporedattore Gianluca Grossi, dove si è trattata anche la panoramica dell’andamento Treasury e possibili decisioni sui tassi di interesse delle Banche Centrali nel corso del 2026.
Panoramica crypto di marzo
Il comparto crypto è in ribasso ormai dall’autunno dell’anno scorso, quando BTC ha toccato a ottobre il suo ATH a 126.272 USDT e molte altre crypto sono arrivate nella zona dei loro massimi annuali. I ribassi stanno caratterizzando gli ultimi mesi, con token che registrano cinque mesi consecutivi in rosso e il rischio di vedere a marzo un sesto mese negativo.
Hyperliquid guida i rialzi

Nella panoramica allegata riportiamo l’andamento dei token Top 20 per market cap a marzo, che hanno provato a rompere questo trend ribassista in atto. La crypto con il rialzo maggiore è Hyperliquid, che sta registrando un +26%. Non è solo la migliore a marzo: è anche quella con il rialzo maggiore da inizio 2026 con un +55%.
HYPE sta crescendo soprattutto durante quest’anno grazie a due eventi: il rally dei metalli preziosi e ora il rally del petrolio, essendo un DEX che opera 24 ore su 24 per tutti i giorni della settimana. Inoltre questa sua forza è diventata oggetto di attenzione degli istituzionali, con il possibile ingresso di un ETF dedicato a Hyperliquid.
Calo generalizzato nell’ultima settimana
A scalare su base mensile segue Tron con +10,40%, seguito da Unus Sed Leo con +1,19%. A seguire un’ampia gamma di altri token che, come si può osservare dal grafico, hanno inclinato l’andamento dal 20 di marzo. Si registrano passaggi in negativo anche per BTC, che potrebbe chiudere il sesto mese consecutivo in rosso. Tra i peggiori Canton Network preceduto da Cardano e Hedera a pari merito con un -10,77%.
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