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PARIBAS ETN

Paribas: 6 crypto e Bitcoin ETN tra poche ore. Svolta francese, mentre in Italia…

Anche BNP Paribas, in Francia, apre agli ETN Bitcoin e crypto. Già disponibili dal 30 marzo.
PARIBAS ETN

Da lunedì 30 marzo e soltanto – per il momento – ai clienti francesi, BNP Paribas offrirà accesso a sei diversi ETN sulle criptovalute. L’annuncio non include dettagli su quali saranno disponibili, ma sarà una prima volta sia per i clienti diretti del gruppo, sia per quelli che utilizzano Hello Bank!. Il gruppo bancario francese non offriva accesso a questo tipo di prodotti, nonostante sia tra i più attivi in termini di sperimentazione su blockchain, sia per l’emissione di titoli che per i pagamenti.

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Nel comunicato stampa ufficiale non è chiaro quali prodotti saranno resi immediatamente accessibili, dato che la banca si limita a indicare la loro conformità con le regole MiFID II, che li rendono pertanto adatti, almeno in Francia, anche ai clienti retail. Una situazione, quella dei transalpini, decisamente diversa rispetto a quella italiana, dove le banche continuano in molti casi a negare accesso a questi prodotti, su indicazione di Consob.

Ora anche da BNP Paribas

Si tratta di ETN, una formula che è l’unica praticabile in Europa per certi tipi di fondi mono-asset, ma è comunque un passo avanti importante. BNP Paribas garantirà accesso alla clientela a sei ETN crypto e Bitcoin, rendendoli così almeno per gli utenti dei servizi del gruppo dei normali strumenti e titoli d’investimento.

Non è chiaro per il momento quali saranno gli strumenti offerti. L’iniziativa è limitata ai clienti retail in Francia e in particolare indirizzata a chi utilizza i servizi Hello Bank! Non è chiaro se, come e quando la cosa verrà ripetuta anche in Italia.

A fare da ostacolo però nel Bel Paese c’è una Consob che ritiene tali prodotti inadatti agli investitori non professionali e diversi dei nostri lettori ci hanno già segnalato l’impossibilità di acquistarli tramite i classici conti titoli, con le banche che hanno opposto l’ostilità di Consob.

Fatti molto curiosi mentre si continua a parlare della necessità di mercato unico dei capitali, anche per avere liquidità e capitalizzazioni che possano competere sullo scenario internazionale. Si dovranno aspettare i cambiamenti di umore delle trentuno agenzie che governano trentuno mercati che vorrebbero integrarsi e convergere sì, ma con la calma necessaria ad accomodare anche antipatie personali.

Banche spingono

Il settore bancario sta spingendo in modo deciso sul comparto. Al netto degli strumenti offerti e delle antipatie delle authority, i grandi gruppi si muovono. Qivalis, il consorzio per creare una stablecoin europea vede anche la partecipazione di due gruppi italiani (dalle sedi però non-italiane), in tanti stanno testando l’emissione di bond direttamente su blockchain e ci sono iniziative di integrazione anche tra borse e mondo crypto (come a Stoccarda).

In tutto questo l’Italia è strenuamente difesa da un particolare commissario Consob che, per voler scendere lui dal mondo che va troppo forte, finirà per far scendere tutti noi. Pazienza, e ossequi. Tutti per l’autorità e pochi per la legge uguale per tutti.

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