Quella che si apre tra poche ore sarà una settimana corta per le borse USA, che saranno pienamente operative soltanto da lunedì a giovedì. Venerdì saranno chiuse per il Good Friday (il Venerdì Santo), che però non fermerà l’uscita di un dato importante per capire cosa sta succedendo all’economia, al netto dei problemi legati al petrolio. Bitcoin e crypto si apprestano ad aprire la settimana come l’avevano conclusa, nonostante dai mercati aperti 24/24 dei futures perp sulle materie prime non arrivino delle buone notizie.
Venerdì sarà infatti il turno della disoccupazione USA: il mercato del lavoro rimane una delle preoccupazioni più importanti per Federal Reserve, anche se dall’inizio della guerra in poi a fare maggiormente paura è l’inflazione. Anche per questioni legate all’energia.
Borse aperte fino a giovedì
Sarà una settimana corta in una delle poche festività infrasettimanali di NYSE e Nasdaq. Venerdì, che per i cristiani sarà il Venerdì Santo, le borse non apriranno, come da tradizione. Tutte le trattative saranno concentrate dunque in quattro giorni, con le normali negoziazioni che negli USA riprenderanno il lunedì successivo alla Pasqua.
Lunedì invece ci sarà la chiusura completa del grosso delle borse europee, con Piazza Affari, ma anche Francoforte, Madrid e Euronext che non vedranno trattative. Ricordiamo ai nostri lettori che anche le principali borse europee saranno chiuse venerdì.
La disoccupazione arriva comunque
Il dato sulla disoccupazione USA è comunque previsto per venerdì 3 aprile alle 14:30. Sarà un dato importante, perché dal mercato del lavoro USA arrivano già da qualche tempo dei segnali poco incoraggianti.

La massima occupazione è uno dei due mandati di Federal Reserve, che in caso di dato peggiore delle aspettative sarà costretta a fare i conti con l’impossibilità di sostenere entrambi i mandati. Tassi più alti aiuterebbero infatti l’occupazione, permettendo però anche all’inflazione di risalire. Tassi più alti invece favorirebbero il contenimento dei prezzi ma impatterebbero su una disoccupazione che presto potrebbe farsi preoccupante.

Continua il giallo… oro
Giallo nel senso di mistero, perché non è troppo chiaro cosa stia facendo la Banca Centrale della Turchia, che ha certamente ridotto le sue dotazioni, anche tramite swap, ma che poi ha deciso di non pubblicare più dati.
La guerra in Iran sta esercitando pressioni anche sulle valute di tanti paesi emergenti che sono importatori netti di petrolio – e la settimana che si sta per aprire potrebbe riservare altre sorprese in quel senso.
Bitcoin e crypto alla prova della quinta settimana di guerra
Bitcoin e crypto hanno avuto un comportamento interessante durante tutta la durata della guerra, fatta salva l’ultima settimana, della quale ha parlato magistralmente Alessandro Lavarello nella sua analisi di domenica. Con il conflitto che si prolunga l’unico porto sicuro rimane quello del dollaro USA, in un contesto di cash is king che potrebbe prolungarsi ancora.
Vale la pena però di aggiungere anche altri dettagli sulla relativa debolezza di Bitcoin e crypto nel corso degli ultimi sette giorni. C’è offerta importante di $BTC sulle piazze da parte dei miner – che dovrebbero essere però alla fine della svendita – e acquisti da parte di ETF e Strategy che sono mancati. Lunedì si apre una nuova battaglia, che potrebbe trovare il sostegno anche del nuovo ETF Bitcoin di Morgan Stanley, ormai in attesa soltanto dell’ok ufficiale.
PS: Occhio agli orari, perché si torna al classico fuso con gli USA e quindi i dati sulla disoccupazione si avranno alle 14:30 di venerdì.
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