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Ethereum Foundation staking ricavi

Svolta per Ethereum: Foundation mette in staking 46 milioni. Stop a vendite di $ETH?

Prosegue il piano ambizioso della Foundation Ethereum: limitare la pressione di vendita di ETH e iniziare a produrre ricavi in modo alternativo.
Ethereum Foundation staking ricavi

Gli holder di Ethereum hanno spesso criticato la Foundation per aver finanziato negli anni le spese operative dell’infrastruttura attingendo direttamente dal valore di ETH attraverso scambi OTC. Ora però sembra che questo modello stia finalmente per cambiare: stamattina l’organizzazione ha effettuato un’importante operazione di staking, suggerendo un cambio strategico nel modello di gestione delle proprie risorse.

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In totale sono 22.517 i token Ethereum depositati all’interno del contratto ufficiale dello staking, per un valore di mercato che supera i $46 milioni. Si tratta della somma più grande mai allocata dalla Foundation, nonché probabilmente quella che garantirà un flusso di entrare più stabile e prevedibile rispetto ad altre forme di investimento crypto-native.

Ethereum Foundation: al via lo staking della treasury

La notizia ci stupisce fino a un certo punto, in quanto non è la primissima volta che l’Ethereum Foundation va a caccia di rendimenti tramite lo staking. Circa un mese fa il gruppo aveva infatti annunciato una nuova impostazione nella gestione delle proprie finanze, scegliendo di ridurre le vendite di ETH e sostituendo progressivamente questo modello con strategie volte a generare yield dal proprio capitale.

In quell’occasione l’entità aveva delineato un vero e proprio piano operativo per impegnare gli ether custoditi nella treasury, depositando sul contratto di staking una prima tranche da 2.016 ETH, pari a circa $5,6 milioni.

L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare nel tempo a circa 70.000 ETH allocati, così da generare entrate ricorrenti e, allo stesso tempo, contribuire alla sicurezza del meccanismo di consenso su cui si regge il protocollo

Ethereum Foundation piano per lo staking

Lo stake più grande mai registrato dall’Ethereum Foundation

Oggi è arrivato il secondo step di questo grande piano avviato dalla Foundation, con un deposito record da 22.517 ETH indirizzato alla beacon chain. La cifra, equivalente a un controvalore di circa $46 milioni, è stata inviata allo staking tramite 11 operazioni diverse da 2.047 ether ciascuna, come affermato da Arkham Intelligence.

La somma non è oltretutto casuale perché riprende il numero massimo di ETH allocabili per ogni singolo validatore, in linea con il nuovo limite di max balance fissato dopo l’aggiornamento Pectra. Non è ancora chiaro tuttavia se il team di sviluppo di Ethereum si stia appoggiando a infrastrutture esterne o stia operando in modo autonomo tramite un proprio set di validatori.

Detto ciò, il risultato finale cambia poco o nulla: questi fondi garantiranno un rendimento stimato di circa $1,2 milioni, considerando l’APY attuale del 2,7% e ipotizzando che il valore di ETH rimanga stabile nel tempo. Saranno tutte entrate che sostituiranno, almeno in parte, le modalità di finanziamento adottate finora per sostenere i costi operativi.

La più grande operazione di stake da parte della Foundation

Allo staking, si aggiunge in realtà anche un’altra mossa già avanzata a fine 2025 con cui l’organizzazione ha effettuato qualche test in DeFi per puntare a una nuova fonte di revenue. Più nello specifico, ad ottobre 2025 sono stati depositati circa 2.400 ETH all’interno dei vault di Morpho, rappresentando anche qui un cambiamento strategico importante rispetto all’approccio più conservativo adottato negli anni precedenti.

Stop definitivo alle vendite di ETH?

È ancora presto per dire che sia un passaggio definitivo. L’Ethereum Foundation ha stimato che nel complesso – considerando tutti i 70.000 ETH da impegnare in staking – si potrebbe arrivare a un introito di 2.000 token in più all’anno. Da qui molto dipenderà dal valore di mercato della criptovaluta e dalle necessità operative dell’organizzazione, fattori che potrebbero richiedere un intervento economico aggiuntivo in base al contesto.

In realtà poi, dire che la Foundation smetterà di vendere ETH sul mercato è errato sin dal principio, poiché le reward dello staking saranno verosimilmente liquidate in stablecoin o fiat, ma è chiaro che si ridurrà la pressione di vendita rispetto a operazioni più ingenti osservate negli ultimi anni.

A tal proposito, si stima che dal 2020 ad oggi l’organizzazione abbia venduto a terzi una cifra superiore ai 150.000 ETH. Numero che – pur rilevante in termini assoluti – non è stato così impattante come potrebbe sembrare, essendo stato distribuito in un lungo arco temporale e parallelamente assorbito da strutture OTC o da strumenti con alta profondità di mercato.

La coda dello staking di Ethereum

Tralasciando la gestione operativa della Foundation – che sarà certamente frutto di futuri aggiornamenti – è interessante guardare a come stia evolvendo la situazione lato staking. Da inizio anno infatti si è osservato un forte incremento degli ETH destinati all’architettura di consenso, di cui una grossa quota riconducibile all’attività di DAT e istituzioni private.

Questo forte inflow nel contratto di staking del protocollo ha causato una lunga coda, che ad oggi segna ancora oltre 48 giorni per giungere ad un completo smaltimento. Questo perché ci sono attualmente 2,78 milioni di ETH che attendono di entrate e di iniziare a produrre yield, ma che per motivi di sicurezza non possono essere attivati simultaneamente, a causa dei limiti imposti dal protocollo.

Ethereum coda validatori staking
Coda dello staking di EthereumFonte dati: https://www.validatorqueue.com/

Più precisamente, la coda è in leggera diminuzione dagli inizi di febbraio, quando si contavano più di 4 milioni di ETH in attesa, ma il dato rimane comunque rilevante. Al giorno d’oggi questi sono $5,5 miliardi che non possono essere venduti apertamente sul mercato, cosa che contribuisce a ridurre la pressione lato ask, già di per sé impegnativa negli ultimi mesi.

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