Arriva la proposta del Dipartimento del Lavoro USA che potrebbe sbloccare l’accesso alle criptovalute da parte di fondi che valgono nel complesso 10.000 miliardi. È il tentativo di implementare un ordine esecutivo di Donald Trump, che vorrebbe permettere ai 401(k), i piani pensionistici degli Stati Uniti d’America, di accedere a Bitcoin e crypto. Si tratterebbe nel caso di un importante canale di investimento nel settore, tenendo anche conto dei consigli di allocazione da parte di ormai il grosso dei giganti di Wall Street.
In realtà si tratta di una normativa più ampia, che vorrebbe sbloccare l’accesso agli asset alternativi da parte di fondi che servono per i pagamenti pensionistici degli americani, che hanno un funzionamento molto diverso dalle pensioni italiane e che in parte permettono la decisione autonoma sulle allocazioni.
Dal 4% al 100%
La situazione è complicata. Ci sono infatti diversi piani ai quali già oggi i risparmiatori e futuri pensionati possono accedere. Di questi, oggi, soltanto il 4% permette l’allocazione in criptovalute di una parte del capitale. Tale ritrosia si può spiegare facilmente con l’assenza di regole chiare sul tema. Non sono necessarie, ma in assenza di esplicite autorizzazioni, i gestori dei fondi 401(k) evitano di correre il rischio.
I gestori, in assenza di una chiara autorizzazione da parte del ramo legislativo degli USA, correrebbero infatti il rischio di essere portati in tribunale dai clienti per eventuali perdite riscontrate.
L’ordine esecutivo di Trump è un atto presidenziale che presuppone l’intervento del Dipartimento del Lavoro USA, che ha proposto ora una regola che permetterà ai gestori di includere gli asset digitali nelle proposte ai clienti.
- Non tutti lo faranno
Autorizzazione non dovrebbe voler dire obbligo. Quello che cambierà è che i gestori che fino a oggi avevano preferito evitare, potranno offrire ai propri clienti accesso a questi prodotti.
Il mercato nel complesso vale 10.000 miliardi di dollari secondo le ultime stime. Sarebbe certamente sciocco pensare che tutti fluiranno verso Bitcoin e criptovalute, ma è ragionevole aspettarsi una maggiore apertura da parte del comparto.
Contro Biden
Durante la presidenza Biden c’era stata una guidance, una sorta di indicazione legalmente non vincolante ma comunque importante, che invitava i gestori alla massima cautela nell’inserimento di questi asset tra le proposte per i 401(k).
Pur non essendo legalmente vincolante però, in tanti hanno preferito rimanere alla larga da queste proposte, temendo che i clienti sfruttassero la pronuncia ostile del governo come ulteriore appiglio legale per fare causa.
Sarà interessante valutare eventuali movimenti di capitali quando la regola sarà approvata. Regola che una volta approvata renderà molto difficile per i futuri governi tornare indietro.
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