Ancora una volta, le parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump non sono state accolte con ottimismo dai mercati. Nel discorso alla nazione delle 3:00 (orario italiano), il tycoon ha infatti dichiarato che gli USA continueranno a colpire duramente l’Iran per altre 2–3 settimane, allontanando le aspettative di una possibile de-escalation della guerra in Medio Oriente nel breve periodo.
Gli asset più speculativi hanno subito reagito con profondi ribassi, penalizzando soprattutto il comparto delle criptovalute che come al solito tende ad amplificare certi movimenti nelle fasi più incerte. A rimetterci è stata in particolare Ethereum (ETH), che ha toccato anche il -5% nelle ultime 24 ore, con i dati che parlano di 1 miliardo di dollari di vendite in una sola ora in seguito al discorso di Trump.
Ethereum crolla assieme alle borse globali dopo l’annuncio shock di Trump
Come ci ha egregiamente spiegato Alessandro Lavarello nell’analisi di apertura di questa mattina, l’ultimatum di Trump all’Iran ha spaventato i mercati. Con il termine “mercati” ci riferiamo in primis al settore azionario USA, ma anche a tutte le maggiori equities di altre nazioni e in generale gli asset percepiti come più a rischio, tra cui figura anche il buon vecchio Ethereum.
Per $ETH l’impatto è stato sin da subito devastante: crollo del -2,6% nell’ora del discorso di Donald Trump, seguito da un follow-down dell’offerta che ha esteso al ribasso fino ad arrivare a un -5% rispetto alle quotazioni delle ultime 24 ore.
In questo momento la seconda criptovaluta del settore quota $2.020, con l’ultimo dump che ha di fatto annullato il tentativo di breakout sulle resistenze locali che era in corso nelle ore precedenti.
Volumi di vendita taker: $1 miliardo su Ethereum nella prima ora
La dinamica forse più interessante osservata subito dopo il discorso di Donald Trump non riguarda però gli effetti disastrosi sul prezzo di Ethereum, quanto più il dato che riflette l’andamento dei volumi. In particolare, i dati di CryptoQuant evidenziano come nella prima ora di negoziazione successiva alle dichiarazioni del presidente USA si siano registrati circa $1 miliardo di volume taker sell.
- Cosa sono i volumi taker?
Sono i volumi inerenti gli ordini eseguiti “a market”, cioè quando si entra sul mercato accettando il primo prezzo disponibile nel book. Ci interessano più dei volumi maker – ossia quelli legati ad ordini eseguiti “a limit” – perché mostrano chi sta davvero muovendo il mercato in un determinato momento, essendo proprio quelli che vanno ad erodere la liquidità nell’orderbook.
Ebbene, $1 miliardo di volumi di vendita taker su base oraria non sono una cifra di poco conto: rappresentano il valore più alto registrato negli ultimi 10 giorni di trading su Ethereum. E soprattutto, questo dato indica come ci sia una forte predisposizione degli investitori a scaricare l’asset molto velocemente nei momenti di confusione sul fronte geopolitico.
Vi facciamo notare come tutti i volumi taker sell più corposi coincidano con movimenti violenti a ribasso di $ETH. Quando il prezzo riesce a recuperare immediatamente dopo queste fasi, significa che la pressione in vendita è stata assorbita con successo, ed è da intendersi come un segnale bullish nel breve periodo.

La situazione di Ethereum sulle borse futures
Dando uno sguardo più approfondito ai mercati futures di Ethereum, possiamo vedere come le parole di Donald Trump abbiano causato anche un piccolo evento deleveraging, con l’open interest che ha subito una contrazione del -6% nel dato aggregato tra tutte le borse.
Nel frattempo anche l’indicatore CVD – che misura la differenza tra volumi taker buy e taker sell – ha subito un duro colpo, confermando una maggiore aggressività del mercato lato ask. Contestualmente, il funding rate è sceso in territorio negativo, dinamica che evidenzia uno sbilanciamento del mercato verso il lato short.
Sorprende invece che non ci siano state grosse liquidazioni durante il sell-off, con appena $69 milioni di long liquidati su $ETH nelle ultime 24 ore. A guardare meglio infatti, non sembrano esserci grossi livelli di liquidazioni intorno ai $2.000, con i primi livelli più o meno importanti che si collocano sotto i $1.900, mentre la maggiore concentrazione di posizioni liquidabili resta posizionata al di sopra dei prezzi attuali.

In generale, possiamo dire che l’intervento nefasto di Trump ha innescato un momento di tensione e paura sulle borse di Ethereum, attivando l’uscita di diversi utenti posizionati long, senza però innescare pesanti liquidazioni.
Sembra dunque che molti traders fossero posizionati long auspicando un accordo di pace tra USA e Iran, e che, di fronte al cambio di narrativa, abbiano chiuso rapidamente le posizioni per ridurre l’esposizione.
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