Ieri si è registrato un intensificarsi delle tensioni tra Iran e Stati Uniti, con relative conseguenze sulla chiusura dello Stretto di Hormuz e rally del prezzo del petrolio. La volatilità ha colpito soprattutto le crypto, con Ethereum che ha chiuso a -3,89% e Bitcoin a -1,79%. Il ribasso è stato generalizzato e si sono salvati pochi token. Hanno reagito meglio i mercati azionari, che hanno chiuso in recupero e invariati.
Tensioni USA-Iran colpiscono le crypto
La reazione del mercato azionario la possiamo osservare sul grafico allegato, dove riportiamo l’andamento dell’S&P 500 e del Nasdaq.

La giornata era iniziata con un forte ribasso che ha spinto gli indici a toccare i livelli di supporto evidenziati nell’analisi di ieri. Supporti che si può osservare che sono stati toccati al tick, per S&P 500 a 6.500 e Nasdaq 23.650 punti. Da questi livelli hanno reagito tornando a sera a chiudere sulle aree di resistenza che avevano bloccato i rialzi due giorni fa (trend arancioni).
Indici azionari con supporti toccati al tick e rimbalzo
Le aperture dei futures odierne sono a contatto con queste aree di resistenza. Il Dow Jones invece si è dimostrato un po’ più debole, restando ancora sotto la sua area di resistenza. Stessa situazione per gli indici azionari europei, che ieri hanno chiuso in ribasso.
Ricordiamo che oggi le borse europee sono chiuse per il Venerdì Santo, mentre i futures americani del CME contrattano in maniera ridotta e chiudono alle ore 15:15 italiane. Pertanto la situazione grafica resta di incertezza.
Petrolio WTI e Brent in rialzo
Il prezzo del petrolio è tornato a salire con forza e i futures mostrano una struttura ancora sostenuta sulle prime scadenze. Il WTI front month quota a 111,20 dollari, mentre il Brent si muove in area 109 dollari al barile. I prezzi restano sopra livelli tecnici rilevanti, segnalando domanda ancora presente nel breve termine, in un contesto di elevata volatilità legata alla chiusura dello Stretto di Hormuz.

Backwardation e differenziale tra scadenze petrolio
Il confronto tra WTI front-month (111 dollari) e scadenza giugno (98 dollari) evidenzia una chiara backwardation. Questo significa che il mercato paga un premio per il petrolio immediatamente disponibile rispetto a quello futuro. Il differenziale di circa 13 dollari indica tensione sull’offerta nel breve e forte domanda spot. In condizioni normali la curva è meno inclinata, quindi questa struttura segnala squilibrio con evidente pressione rialzista nel breve periodo. Il pericolo più grosso è una chiusura del differenziale con salita delle scadenze dei futures più lunghi.
Crypto in rosso, spiccano Render e Algorand con rally del +20%
Nella giornata di ieri hanno sofferto maggiormente le crypto, che hanno chiuso generalmente in ribasso. Si sono salvati pochi token, tra i quali spiccano Render con un +6,13% e Algorand che nelle ultime 24 ore sta crescendo più di tutti con un +20%.
Il rally di ALGO è legato alla pubblicazione di un paper di Google Quantum AI sulla sicurezza post-quantum. Il documento cita Algorand come blockchain già pronta contro vulnerabilità quantistiche, a differenza di BTC ed ETH. Per un approfondimento potete rivedere la live di ieri sera di Gianluca Grossi.
Bitcoin ed Ethereum deboli
La situazione grafica di Bitcoin ed Ethereum è di debolezza, in quanto ieri non sono riusciti a rimbalzare sulla scia dei mercati azionari.

Attualmente BTC quota 66.630 USDT e ha rotto il suo supporto di breve termine a 67.200 USDT e in aprile è in negativo. Per dare un segnale di ripartenza deve andare a chiudere sopra la SMA 50 in area 68.700 USDT. Altrimenti il rischio è una discesa verso l’area dei 63.600 USDT.
Situazione di debolezza anche per Ethereum che attualmente quota 2.054 USDT. Tuttavia si sta mostrando più forte, in quanto sta tenendo il suo supporto di breve termine in area 2.050 USDT, dove interseca anche la SMA 50. Per ETH la resistenza da superare passa in area 2.160 USDT, che darebbe un segnale di forza.
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