Il conflitto Iran-USA tiene ancora alta la tensione sui mercati internazionali, sia azionari che crypto. Soprattutto il prezzo del petrolio continua a salire e oggi è arrivato a quotare il future ufficiale sul CME del WTI a 116 dollari, mentre il Brent a 111 dollari. Bitcoin ed Ethereum ieri dopo un rialzo hanno ritracciato chiudendo in negativo, con una contrazione che prosegue anche in queste prime ore della mattina.
Petrolio WTI a 116 dollari e crypto giù
Nelle ultime ore Donald Trump ha intensificato la pressione sull’Iran, minacciando attacchi a infrastrutture se lo Stretto di Hormuz resterà bloccato. Intanto il passaggio è solo parzialmente operativo, sotto controllo iraniano, con traffico limitato e autorizzazioni selettive. Solo poche navi transitano ogni giorno, mentre il rischio marittimo resta critico tra mine e droni.

Nel grafico allegato si può osservare come il petrolio WTI sia salito oltre i 116 dollari, sostenuto da timori di shock sull’offerta. Anche in caso di riapertura, le riparazioni richiederanno mesi, mantenendo elevata volatilità e premio di rischio.
Solo il 15% di probabilità di riapertura entro aprile di Hormuz
Secondo Polymarket, la probabilità che il traffico nello Stretto di Hormuz torni alla normalità entro fine aprile è crollata al 15%, in calo del 50%.

Probabilità apertura Hormuz entro Aprile – Fonte: Polymarket
Il grafico mostra un deterioramento delle aspettative, passate dall’80% di inizio marzo agli attuali minimi. Il mercato sta scontando un blocco prolungato con impatto diretto sul petrolio e sulla volatilità globale.
Bitcoin soffre l’incertezza geopolitica e ritraccia
Mercato crypto in contrazione ieri, mostrando un’alta sensibilità all’andamento delle news. Nella serata di domenica e nelle prime ore della notte c’era stata una svolta rialzista sull’attesa di possibili sviluppi positivi del conflitto Iran-USA. Tuttavia, dopo le minacce di Trump, il mercato crypto ha ritracciato. Bitcoin (BTC) ieri dopo un rialzo con massimo a 70.355 USDT ha chiuso poi in contrazione. Anche oggi è in calo contenuto del -0,20% e attualmente quota 68.840 USDT.

Lo scenario di breve di BTC
Sulla panoramica daily abbiamo l’andamento da metà marzo a oggi. Si può vedere la lunga fase di congestione da febbraio fino a metà marzo, con relativo breakout, contrazione fino al minimo di fine marzo a 64.978 USDT e tentativo di rialzo. Al momento BTC è all’interno di una flag rialzista di breve, che ieri ha visto il massimo arrivare poco sotto la resistenza vettoriale di breve termine dei 70.520 USDT.
La situazione è di totale incertezza. Il prezzo adesso è nuovamente nell’area della media mobile (SMA 50), mentre a livello di supporto deve restare sopra i 67.600 USDT. Altrimenti vi è il rischio di un’accelerazione ribassista.
Azionari USA tra tensioni e tenuta delle Big Tech
La seduta di ieri del 7 aprile conferma un equilibrio fragile sui mercati globali, con i futures USA leggermente positivi nonostante il rischio geopolitico. L’S&P 500 si mantiene in area 6.625, sul livello di resistenza evidenziato in arancione, tuttavia il principale passa a 6.705 punti. Sale anche il Nasdaq 100, che lavora sull’area di resistenza a 24.250, sostenuto dal comparto tech.

Dal grafico daily allegato si può osservare come il più debole sia il Dow Jones, penalizzato dai titoli ciclici. Non è riuscito a raggiungere la sua prima resistenza a 47.170 punti. L’indice VIX, sebbene gli indici azionari abbiano chiuso in positivo, ieri ha ripreso a salire e si attesta a 24,150.
Nasdaq il migliore grazie al comparto tecnologico
Il migliore è risultato il Nasdaq grazie al comparto tecnologico. Le Magnifiche 7 mostrano resilienza selettiva, con Microsoft e NVIDIA che avanzano. Apple resta stabile, mentre Tesla continua a sottoperformare e ieri ha chiuso a -2,15%. Anche Amazon e Alphabet risultano più deboli.
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