Warren Buffett è il più leggendario degli investitori. La società veicolo dei suoi investimenti (e di altre migliaia di investitori) è quotata, e quindi possiamo conoscerne gli investimenti. La società di Warren Buffett ha 373 miliardi in liquidità. E quindi – almeno secondo le letture più superficiali – Warren Buffett crede che una crisi sia alle porte. È così? Siamo andati a spulciare e abbiamo qualche ragionamento più articolato da condividere.
373 miliardi di dollari in liquidità che sono investiti in titoli di stato – con i rendimenti di questi ultimi che sono un fattore importante della decisione di Berkshire Hathaway di evitare investimenti nell’azionario. E no, non è più Warren Buffett a decidere, anche se questa incredibile traiettoria di accumulo di liquidità è partita quando era ancora a capo di Berkshire.
Liquidità in costante aumento, con una breve parentesi post COVID
Warren Buffett è il simbolo vivente del value investing. Per farla breve: si cercano aziende che non solo sono sottoprezzate, ma che possano offrire degli ottimi rendimenti anche sul medio e lungo periodo. Poche ma buone – la lista è relativamente breve – e quando non ci sono occasioni ghiotte, meglio starsi con le mani in mano.

Warren Buffett è da tempo che si agita inoltre perché certe valutazioni di certe aziende sono stellari, anche a fronte di introiti modesti – cosa che nel catechismo value investing è un altro invito a starsi, possibilmente, con le mani in mano.
- Il ruolo dei rendimenti del debito USA
Warren Buffett preferisce, e anzi ama, e anzi sceglie in via esclusiva, titoli che possono offrire dei flussi di cassa. Quando decide di stare fuori dall’azionario, chiaramente investe in prodotti a basso rischio, in genere di emissione del governo USA e che permettono di strappare, proprio in questa fase storica, dei rendimenti molto elevati.

Se dovesse rimanere con scadenze intorno ai 90 giorni, Buffett porterebbe comunque a casa dei rendimenti interessanti, senza correre di fatto rischi, che su 373 miliardi di dollari vogliono dire 37-38 milioni di dollari al giorno. Non sarà tanto per una società che ha circa 700 miliardi di dollari in gestione, ma sono comunque il proverbiale grasso che cola quando non si vuole entrare sui mercati e non si vogliono correre troppi rischi.
Dovremmo fare come Warren Buffett?
Il punto – che vale ogniqualvolta analizziamo le mosse dei big – è sempre lo stesso. Warren Buffett ha una strategia chiara, dai canoni imprescindibili, che ha sempre più o meno funzionato.
- No rischi eccessivi
Warren Buffett non è un trader alla ricerca della gemma estemporanea. Vuole aziende solide, con un grande management, che sono al momento sottoprezzate in modo evidente e che offrano ottime prospettive di medio e lungo periodo. È difficile, soprattutto mentre le borse viaggiano sui massimi e ne battono ciclicamente da tempo, trovarne una che risponda a questo identikit.
- Il denaro deve generare denaro
Parte dell’acredine di Warren Buffett nei confronti di Bitcoin e se vogliamo anche dell’oro deriva alla loro incapacità di generare rendimenti.
I bond USA, al contrario, pur offrendo pochissimi rischi, offrono in questo periodo storico dei rendimenti molto elevati. Ed è qui che è svelato l’arcano delle posizioni di Buffett. Si aspetta una crisi? In realtà ha confermato che per lui l’ultima correzione non è un granché e certamente non invoglia ancora a quegli acquisti da sangue per le strade.
Per chi non avesse compreso, non è detto che non trovare un buon punto di ingresso ora voglia dire necessariamente che ne arrivi uno migliore. Finché i rendimenti dei bond USA saranno su questi livelli, si può evitare di fare ragionamenti troppo complicati.
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