Sono buone nuove quelle che arrivano dall’inflazione USA. CPI headline alle stelle – come ci si aspettava – dato che incorpora anche l’andamento degli energetici e degli alimentari. La Core però, quella che esclude dal conteggio le due categorie sopracitate, è addirittura inferiore alle aspettative. Sul breve reazione positiva di tutti gli asset risk on, dalle criptovalute e Bitcoin alle azioni. Servirà ora la conferma di Wall Street, ma per il momento verrebbe da dire… pericolo scampato.
Non sarà questo dato a modificare gli intendimenti di Federal Reserve, che a fine aprile manterrà sicuramente i tassi invariati, ma sono comunque un calcio – l’ennesimo – alla lattina degli interventi. Sarebbe potuta andare molto peggio.
Headline sopra il 3% (come previsto), Core a 2,5% (meglio delle previsioni)
Il sunto è questo: ci si aspettava una forte risalita della CPI Headline, ovvero l’inflazione onnicomprensiva, che include anche gli energetici, anche a causa dello sconquasso ai mercati dovuto alla guerra in Iran. C’è stato, è stato esattamente secondo le aspettative che i mercati avevano già prezzato.
Piccola sorpresa dall’inflazione Core però, che è sì leggermente superiore al dato precedente, ma inferiore alle aspettative. In condizioni di normalità ci sarebbe poco da brindare, ma quelle che stiamo vivendo non sono condizioni normali e ci sarà dunque da accontentarsi.
- Headline a 3,3%
Il numero, preso nel vuoto pneumatico, è di quelli che spaventano. Vale però la pena di ricordare ai nostri lettori che il dato è già riferito a marzo, mese completamente coperto dalle operazioni di guerra in Iran e che hanno visto il petrolio su livelli particolarmente alti. Il costo carburante ha impattato in modo importante sulla spesa delle famiglie USA.
- Core a 2,6%
In leggero recupero dopo il 2,5% riferito al mese di febbraio. La grande distanza tra i due valori (Core e Headline) sottolinea comunque l’apporto della questione carburante. Non c’è quasi nulla di preoccupante. Quasi nulla, perché comunque mancano accenni di ritorno verso il target del 2%.
Bene Bitcoin e futures sulle azioni
Bene comunque futures sui principali indici azionari, in attesa di eventuali conferme da parte di Wall Street una volta che saranno riaperte le contrattazioni alle 15:30 ora italiana.
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