Bloccare o non bloccare? Dipende dai punti di vista. Per Circle non è il caso di farlo, dato che ritiene di dover attendere, ogni volta, l’intervento delle autorità USA. Per gli investitori in Drift, protocollo che ha perso decine di milioni di dollari per un hack, Circle invece sarebbe dovuta intervenire per congelare i fondi degli hacker stessi. Ora la questione sarà risolta da un tribunale, perché Circle è stata appunto colpita da una class action.
In breve: Circle è un’emittente di stablecoin. Ha la possibilità di intervenire per bloccare da remoto i fondi. Drift ha subito un hack, i fondi sono passati in un certo momento da USDC, ma Circle non è intervenuta. La tesi sostenuta dagli investitori che si sono riuniti ora in una class action è che Circle sarebbe dovuta intervenire ma non lo ha fatto.
Una questione complessa
A prima vista potrebbe sembrare tutto corretto. Se Circle ha potere di intervenire, allora quel potere dovrebbe essere esercitato senza indugio alcuno. Tuttavia la situazione è più complicata, per tutta una serie di questioni legate alla velocità, alla difficoltà di identificare gli attori coinvolti e anche di determinati obblighi di legge.
Circle ha recentemente giustificato la propria posizione ricorrendo appunto a quanto prescrive la legge. Non può essere l’azienda a intervenire a ogni sollecitazione che arriva dai social o dai protocolli, perché poi la responsabilità legale del freeze ricadrebbe tutta su Circle stessa.
Aggiungiamo noi che un utilizzo troppo disinvolto del potere di freeze renderebbe la stablecoin molto meno affidabile, almeno in certi ambienti.
La cosa però non sembra interessare alcuni degli investitori in Drift, che si sono riuniti in una class action, chiedendo quanto perso con l’hack alla società stessa.
Intanto però è intervenuta Tether
Per Tether quanto avvenuto con l’hack di Drift si è trasformato in un’occasione ghiotta di presentarsi come salvatrice della patria DeFi e anche di espandere la sua presenza su certi protocolli.
Tether ha infatti offerto un programma di copertura di quanto perso con l’hack, in cambio – a grandi linee – di eventuali ritorni futuri. Un modo per accontentare subito gli investitori che hanno perso somme importanti, di mettere un piede più importante su Solana e anche di confermare la buona reputazione di cui gode almeno tra i crypto appassionati.
Parleremo del programma più avanti in un altro approfondimento. Ora ci sarà da vedere se i giudici riterranno ammissibili le richieste degli investitori. Ovvero se ravviseranno una responsabilità di Circle.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

