Importanti sviluppi dall’Iran mandano Bitcoin sopra i 76.000$, in attesa della riapertura delle borse USA. Secondo quanto arriva dalla TV di Stato Iraniana, il passaggio a Hormuz sarà libero per i natanti commerciali almeno fino alla fine del cessate il fuoco. Intanto Axios parla di nuovo incontro (che secondo fonti USA potrebbe essere risolutivo) a Islamabad, domenica prossima. Tanto basta ai mercati per tornare a ruggire, con i futures dei principali indici USA già tutti in positivo.
L’entusiasmo è alle stelle – per quella che sembrerebbe una risoluzione degli eventi attesa da sempre. Nella tarda serata di ieri, sempre da fonti americane, era trapelato un certo ottimismo, con voci di corridoio (e poi ripetute dalla Casa Bianca) di importanti concessioni da parte dell’Iran pur di giungere a un accordo. Fino a quando l’accordo eventuale non sarà reso pubblico non ci sarà troppo da commentare. Per ora però è evidente che i mercati lo abbiano recepito come reale e positivo.
Tutto alle stelle
La reazione è stata veemente, nonostante gli indici americani arrivino dal record di ieri e nonostante una certa solidità da parte degli asset crypto dall’inizio della guerra. Evidentemente – e siamo molto dispiaciuti per i permabear – c’era ancora spazio per un po’ di crescita degli indici USA, delle borse mondiali e del comparto crypto.
Certo, i più cinici diranno che prima o poi si correggerà – e questa, senza limiti temporali, è una previsione impossibile da sbagliare – ma i fatti dicono comunque altro. Le borse sono pimpanti, le guerre possono finire (o come John Lennon si può sperare che finiscano), gli asset possono continuare a salire.
Oggi sessione risolutiva?
Sarà interessante seguire oggi in tempo reale la sessione USA, dall’apertura alle 15:30 ora italiana fino alla chiusura, per quella che potrebbe essere una festa di fine settimana prima delle solite 48 ore di chiusura.
Una volta chiuse le borse tradizionali, toccherà al mondo crypto trasformarsi, ancora una volta, nel termometro del mondo. Una situazione che, nel 2026, perdonateci se troviamo e continueremo a trovare assurda. Ma questo passa, si diceva un tempo, il convento.
Giù materie prime energetiche
Gas e petrolio entrambi – e su ogni piazza – giù dopo la diffusione delle notizie di cui sopra. WTI poco sopra gli 80$ al barile, Brent intorno agli 85$, per prezzi che sono comunque più elevati di quelli che avevamo al 28 febbraio, data di inizio della guerra.
Poco male. Serviranno altre conferme dal fronte prima di poter registrare in agenda queste brutte settimane come un lontano ricordo del passato.
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