Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America pone fine alle indagini su Jerome Powell, presidente di Federal Reserve. Termina qui una controversa vicenda, che per molti analisti non era altro che una ritorsione politica nei confronti di un Jerome Powell fermo sulle sue convinzioni in termini di politica monetaria e tassi di interesse. Si chiude qui una vicenda che stava ostacolando la nomina del successore di Powell, che sarà Kevin Warsh.
Una chiusura delle indagini che arriva a 20 giorni dal termine del mandato naturale di Jerome Powell, in scadenza per il 15 maggio. Alcuni senatori repubblicani avevano annunciato che non avrebbero approvato la nomina del successore Kevin Warsh fino alla conclusione di questa vicenda.
Commenta anche la Casa Bianca
L’archiviazione delle indagini da parte del Dipartimento di Giustizia è una sconfitta politica per la Casa Bianca, che però commenta:
I contribuenti americani meritano risposte riguardo la mala gestione dei fondi da parte di Federal Reserve e l’ufficio dell’Ispettore Generale, tramite le sue più significative autorità, andrà in fondo alla questione.
Causa chiusa, dunque, ma indagini ancora aperte (anche se fuori dal tribunale), con la US Attorney Jeanine Pirro che si dice pronta a riaprire il caso se dovessero emergere nuovi particolari.
Via libera per Warsh?
Thom Tillis, senatore repubblicano della Carolina del Nord, si è opposto alla nomina del successore di Jerome Powell, individuato in Kevin Warsh, fino a quando la causa non sarebbe stata ritirata. Ora non dovrebbero esserci ulteriori ostacoli e si dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – poter procedere con l’ok del Senato.
I tempi stringono: il mandato di Jerome Powell scade il 15 maggio e superata quella data, il board di Fed avrebbe potere di nominare un sostituto fino all’arrivo della nomina da parte del Senato.
Una possibilità che la Casa Bianca vuole scongiurare a ogni costo, con i tempi però che sono piuttosto contingentati. Per ora Tillis non ha commentato sulla sua possibilità di approvare, finalmente, il nuovo nome per la presidenza di Fed.
Per il momento mancano anche commenti da parte del diretto interessato, Jerome Powell, che alla notizia dell’inchiesta pubblicò un video (in modo invero assai irrituale) accusando la Casa Bianca di ritorsione politica. I toni si sono fatti caldi come non se ne vedevano e avvertivano da anni, per quanto i rapporti tra la presidenza di Federal Reserve e quella della Casa Bianca siano stati storicamente tesi.
La vecchia questione del licenziamento
Gli attriti tra Jerome Powell e Donald Trump risalgono all’inizio del nuovo mandato del tycoon, che non si è mai risparmiato nelle feroci critiche all’operato del presidente di Fed. Accuse che vertevano tutte o quasi sulla lentezza nel tagliare i tassi.
Come è noto, Donald Trump preferirebbe una Fed molto più accondiscendente, e probabilmente spera di ottenerla ancora con l’avvicendamento al vertice dell’istituzione.
Non è detto che le cose vadano così, per quanto le polemiche sul nome di Kevin Warsh, almeno dall’opposizione, sono altrettanto dure.
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