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quantum rischio analisi bitcoin

Bitcoin: quantum rompe chiavi a 15 bit. È arrivata l’ora X oppure è una volgare truffa intellettuale?

Bisognerebbe parlarne seriamente. E certamente in modo più serio di così.
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La discussione sui quantum computer e la potenziale fine della sicurezza di Bitcoin non è seria. Ci scuseranno i nostri lettori se partiremo dalle opinioni, prima dei fatti, ma i secondi – come vedremo in questo approfondimento – sostengono le prime. È stata annunciata la rottura di una chiave a 15 bit all’interno di una competizione. Al netto della distanza enorme di difficoltà rispetto alla rottura di una chiave di quelle utilizzate da Bitcoin, il sospetto che sia un’ennesima operazione di marketing è più forte che mai.

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Tutto è avvenuto all’interno di un contest organizzato da Project Eleven, che assegnava un intero bitcoin come premio. Secondo quanto dichiarato dagli organizzatori, i ricercatori sarebbero riusciti a rompere una chiave che utilizzava la curva ellittica (la stessa crittografia utilizzata da Bitcoin) da ben 15 bit. Fosse vero, sarebbe un passo avanti, per quanto la distanza dalla possibilità di rompere le chiavi di Bitcoin sarebbe rimasta enorme. Il punto è che non è proprio vero quanto hanno raccontato.

Cos’è successo davvero, in modo semplice

Eviteremo di entrare troppo nel tecnico – rimandando alla documentazione ufficiale per chi volesse saperne di più.

A vincere è Giancarlo Lelli, che avrebbe appunto rotto una chiave da 15 bit, vincendo così il premio di 1 Bitcoin. Panico tra chi non ha approfondito la questione. Il quantum computing starebbe facendo passi in avanti così importanti che Bitcoin pagherà presto la sua inazione per difendersi. Le cose non sono davvero così.

  • Il metodo

Ripetiamo di voler fornire una spiegazione il più possibile semplice, per permettere anche a chi non ha nozioni tecniche di capire cosa sta succedendo davvero.

Cosa è stato dichiarato: è stata recuperata una chiave privata da una chiave pubblica. I quantum computer dovrebbero essere molto bravi a fare un procedimento che ad oggi è pressoché impossibile con i computer normali. Il fatto che Lelli ci sia riuscito è fonte di preoccupazione.

Cos’è successo davvero: nessuna dimostrazione di una rottura della crittografia in questione grazie al quantum. Il risultato è stato infatti ottenuto e verificato con metodi che sono equivalenti al classico tenta tutti gli output che in realtà utilizziamo già con i computer classici. In aggiunta, le chiavi da 15 bit non sono granché difficili da rompere neanche per i computer classici di oggi. Sono letteralmente 32.768 possibilità da testare. Un computer moderno, di quelli che state utilizzando per leggere il nostro approfondimento, può riuscirci pressoché istantaneamente.

Una chiave nella forma utilizzata da Bitcoin ha 256 bit. La differenza è enorme, esponenziale come progressione e non geometrica. E sì, la differenza tra 2¹⁵ e 2²⁵⁶ è difficile anche da comprendere per la mente umana.

Le potenze

Nel chiudere questo brevissimo approfondimento, vi ricordiamo la vecchia storia che un tempo si utilizzava a scuola per spiegare ai bambini quanto rapidamente crescessero le potenze.

Si racconta che l’inventore degli scacchi fu ricevuto a corte dallo shah di Persia (le storie divergono sul sovrano coinvolto, ma non sulla sostanza), che innamorato del gioco decise di ricompensarlo.

L’inventore degli scacchi, evidentemente furbo, chiese un chicco di grano per la prima casella, due per la seconda, quattro per la terza… e così via, elevando a potenza il numero di chicchi di grano chiesti in premio per ciascuna delle caselle della scacchiera.

La scacchiera ne ha 8×8 = 64. E quindi l’inventore degli scacchi avrebbe ottenuto in premio 2^64 chicchi di grano. Sono 18.400.000.000.000.000.000 chicchi di grano.

Se teniamo conto del peso medio di un chicco di grano (0,04-0,05 grammi) arriviamo a circa 736 miliardi di tonnellate.

Il mondo oggi, e non ai tempi dell’invenzione degli scacchi, produce 800 milioni di tonnellate grano circa l’anno. E quindi in sole 64 caselle l’inventore degli scacchi avrebbe ottenuto 1.000 volte e più la produzione mondiale di grano di oggi, con l’agricoltura che, possiamo garantirvelo, è assai più produttiva di quanto lo fosse secoli fa.

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