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Emirati Arabi Uniti abbandonano OPEC: decisione shock e rottura con Hormuz ancora chiuso

Via dal 1° maggio, mercato petrolio cambia per sempre. Si attendono risposte dei paesi membri.
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Gli Emirati Arabi Uniti lasceranno l’OPEC il 1° maggio, dopo 59 anni di partecipazione al cartello del petrolio e alle alleanze secondarie che questa partecipazione comporta. Il prezzo del greggio non sembra averne risentito granché, per una situazione che è ancora in evoluzione e che ha colto tutti di sorpresa.

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Non è la prima volta che dagli Emirati arrivano certe voci: anche in passato si era parlato di una possibile uscita, senza che però si fosse mai presa la decisione. L’addio degli Emirati arriva dopo un lungo periodo di tensioni crescenti con l’Arabia Saudita.

Decisione presa dopo revisione strategie

Bloomberg riporta le dichiarazioni del ministro dell’energia degli Emirati, Suhail Al Mazrouei, che afferma che la guerra ha creato uno spazio di opportunità per la mossa:

Questa è una decisione che abbiamo preso dopo una revisione lunga e attenta delle nostre strategie. La decisione è stata presa nel momento giusto secondo il nostro punto di vista, perché non impatterà molto sul mercato. In questo momento il mercato ha un deficit di domanda.

L’idea di fondo riportata da Bloomberg è che gli Emirati vogliano muoversi con maggiore libertà in termini di offerta, in un mercato del petrolio che potrebbe uscire rivoluzionato dal conflitto tra Iran e Stati Uniti.

Impatto per ora limitato sui prezzi

Impatto molto limitato sui futures, che rimangono vicini quota 100$ il barile per il WTI, con un tentativo di rottura al rialzo che però è stato immediatamente riassorbito. Come è stato correttamente riportato dal ministro dell’energia degli Emirati Arabi Uniti, il mercato si trova in una fase di carenza di offerta e ogni eventuale decisione presa in questi giorni difficilmente avrà un impatto sui prezzi.

In aggiunta, è incerta come non mai la riapertura dello Stretto di Hormuz, mentre l’Iran ha ancora tra i 12 e i 20 giorni di spazio per immagazzinare il petrolio che viene estratto. Difficile comunque immaginare una soluzione sul breve periodo, con i prezzi del petrolio che – almeno secondo i più cinici – non stanno ancora riflettendo la gravità della situazione.

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Sarà una sessione di trading molto particolare alla riapertura delle borse USA. Da un lato crescono le preoccupazioni sul mercato del petrolio, dall’altro tira una brutta aria anche nel settore AI, con OpenAI che avrebbe mancato i suoi obiettivi per il 2025 e starebbe vivendo uno scontro interno riguardo la possibilità di spendere ulteriormente per acquistare potenza di calcolo e datacenter.

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