Poche ore fa Tether ha completato un altro mint di USDT, l’ennesimo di una lunga serie nella storia dell’emittente, aggiungendo 1 miliardo di nuovi token all’interno della blockchain di Tron. Per i mercati crypto è un’ottima notizia, non tanto per l’evento in sé, ma per il fatto che nel mondo stablecoin si sia tornati a stampare capitali ad alto ritmo, dopo una brusca interruzione avvenuta negli ultimi mesi.
La capitalizzazione totale di Tether USDT ammonta attualmente a 189,5 miliardi di dollari, con un dato vicino a nuovi record storici. Gli investitori ora sperano che almeno una parte della liquidità immessa nel mercato possa essere impiegata per acquistare Bitcoin e gli altri asset speculativi, offrendo così un grosso sostegno ai prezzi in una fase estremamente complessa per il comparto.
Tether: mint di 1 miliardo di USDT su rete Tron
Per la blockchain di Tron si tratta del secondo mint di stablecoin nel giro di una sola settimana. Il 24 aprile Tether aveva emesso 1 miliardo di USDT sulla rete, operazione replicata ora con un ulteriore mint della stessa dimensione.
La market cap della moneta su Tron, che da sempre risulta essere l’hub centrale per il trasferimento on-chain di USDT, si trova ai massimi storici a 85,6 miliardi di dollari. Da ottobre 2025 fino ad ora, sono stati aggiunti circa 10 miliardi di nuovi token, dopo aver registrato una piccola flessione tra agosto e settembre.
Grazie alla recente espansione sul network, il token TRX ha avuto modo di continuare la sua corsa al rialzo sui grafici, proprio perché trainato da metriche in crescita sull’adozione on-chain e sulle revenue.

Addirittura, in questo momento la capitalizzazione di USDT su Tron ha superato quella presente sulla blockchain di Ethereum, con quest’ultima che segna 84,4 miliardi di dollari. Ultimamente all’interno dello standard ERC-20 sembra esserci leggermente meno appeal rispetto a quanto vediamo nel contesto TRC-20, per vari motivi che non ci interessano in questa sede.
Ciò che ci preme analizzare in questo momento non è infatti il confronto tra le due reti, quanto più capire come sta evolvendo il flusso di liquidità complessivo dell’intero mercato e come tutto ciò impatta sulle quotazioni degli asset risk-on.
Il confronto tra la crescita della market cap di USDT e il prezzo di Bitcoin
L’ultima volta che abbiamo analizzato insieme questo grafico era a metà dicembre 2025 e in quel contesto vi avevamo spiegato che i prezzi continuavano a scendere per un motivo ben preciso chiamato “crisi di liquidità”. All’epoca infatti la variazione media a 60 giorni della market cap di USDT stava scendendo in maniera molto rapida dal picco locale di ottobre.
In due mesi, da ottobre a dicembre 2025, la stablecoin aveva aggiunto solo 3 miliardi di dollari di liquidità, mentre nei mesi precedenti si era osservata una crescita molto più sostenuta della supply. In parallelo, durante quel periodo Bitcoin era passato dal massimo di $126.000 fino a crollare a $85.000, con poca domanda pronta a supportare le quotazioni.
Il trend di contrazione dei capitali è poi proseguito fino a febbraio 2026, portando il dato addirittura in territorio negativo – con una fuoriuscita di 3,5 miliardi di dollari su una media a 60 giorni – e scendendo sotto il minimo registrato a gennaio 2023.
Da marzo in poi però qualcosa sembra essere cambiato: di colpo i flussi di nuova liquidità sembrano essere tornati sul mercato grazie al ritorno dei mint di Tether. Attualmente il grafico evidenzia un incremento di circa 6 miliardi di dollari sul time frame analizzato, con una dinamica di crescita che in passato ha spesso preceduto o accompagnato le fasi più rialziste di Bitcoin.

Da marzo il prezzo di BTC è aumentato di circa il +17%, confermando in un certo senso questo legame tra supply liquida disponibile per gli scambi e andamento delle quotazioni. Tuttavia, la crescita della criptovaluta sui grafici appare meno ripida rispetto ad altri scenari simili, suggerendo che forse questa volta l’impatto potrebbe essere meno accentuato, o che – al contrario – il mercato potrebbe non aver ancora prezzato il dato.
Cosa guardare nei prossimi giorni?
Per ipotizzare in una prosecuzione del rally di Bitcoin, sarà fondamentale osservare se la recente espansione della supply di USDT si tradurrà in effettivi afflussi sugli exchange e in un aumento dei volumi spot. Tra metà marzo e aprile c’è stato effettivamente un movimento interessante verso le piazze di scambio, con un ingresso di liquidità che ha accompagnato la ripresa dei prezzi.
Ad ogni modo, negli ultimi giorni il trend sembra avere invertito, portando nuovi outflow di USDT dai CEX. Da qui in avanti, uno scenario più favorevole per i tori richiederebbe una nuova ripresa degli afflussi sugli exchange e, in parallelo, un’ulteriore espansione della supply di USDT, fattori che potrebbero fungere da benzina per sostenere la corsa dei prezzi.

Nel frattempo, secondo quanto riportato dai dati di Artemis, il numero di utenti attivi giornalieri (DAU) sulla stablecoin USDT, ossia coloro che quotidianamente effettuano una transazione con la moneta, è salito a nuovi massimi storici a 3,3 milioni di unità. Anche questo è un segnale incoraggiante, tale da suggerire un aumento della partecipazione e della circolazione effettiva della stablecoin tra gli operatori.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

