Salgono le tensioni sui mercati azionari e nel comparto crypto. Ieri si è chiusa l’ultima riunione del FOMC presieduta da Powell, senza sorprese sul fronte tassi, mentre sono arrivate reazioni contrastanti ai dati delle Big Tech. Il prezzo del petrolio ha ripreso a correre, con il Brent che quota 113 dollari al barile, e torna di attualità lo spettro dell’inflazione. Bitcoin ieri ha chiuso in ribasso del -0,73%, mentre Ethereum ha lasciato sul campo un -1,60%.
Crypto in frenata su crescita petrolio
Il focus sui mercati azionari resta sulle big tech dopo i conti del primo trimestre 2026 (Q1). Microsoft, Amazon, Alphabet e Meta hanno tutte battuto le attese, ma la reazione non è stata uniforme. I numeri hanno mostrato crescita solida, però il vero driver resta il rapporto tra investimenti in AI e sostenibilità dei margini. In questo contesto, gli investitori stanno guardando meno ai risultati passati e più alla capacità di trasformare il CapEx in ricavi futuri.
Dati delle Big Tech buoni ma reazione contrastata
Meta ha sorpreso con 56,3 miliardi di dollari di ricavi e 10,44$ di profitto per ogni azione, segnando la crescita più elevata, circa +31%. Tuttavia, il mercato ha reagito in modo divergente nel post-market, con Meta (-6%) e Microsoft deboli, mentre Amazon e Alphabet (+6%) si sono mostrate più resilienti.
Le indicazioni per il secondo trimestre convergono su un punto: ancora investimenti massicci in intelligenza artificiale.

Anche gli indici azionari si stanno muovendo in modo contrastato. L’S&P 500 è in rallentamento, oggi con un’apertura negativa, mentre il Nasdaq resta il più forte e nell’apertura notturna ha toccato un nuovo massimo storico a 27.622,75 punti, ora in ritracciamento. Il Dow Jones, che rispecchia l’economia tradizionale, è invece in contrazione ormai da 6 sedute consecutive.
Stretto di Hormuz e tensioni Iran-USA fanno volare il petrolio
Il problema del contesto crypto e dei mercati azionari continua a essere il conflitto Iran-USA e la chiusura dello Stretto di Hormuz, con il petrolio che ha iniziato a volare al rialzo.
Il future sul petrolio WTI quota 110 dollari al barile con un +3,50% dopo aver registrato ieri un rialzo del +7%. Il prezzo del Brent ieri ha segnato un +5,80% e oggi registra un +2,93%, quotando 113,52 dollari al barile.

Questo rialzo comporta crescita dell’inflazione e una probabile frenata dell’economia. Ben difficilmente si potranno tagliare i tassi di interesse, con o senza i desiderata di Trump. Anzi c’è un rischio di rialzo tassi, soprattutto in Europa e Inghilterra.
Il dialogo diplomatico tra Washington e Teheran è attualmente in una fase di stallo totale. Il rischio è un blocco navale totale e prolungato.
Crypto deboli ma Dogecoin in controtendenza
Il mercato crypto in questo scenario di tensione sta registrando ormai delle frenate da numerosi giorni. L’unico token in controtendenza è stato Dogecoin, che ieri ha registrato un rialzo del +4,76% e al momento di questa stesura è in rialzo di un +1%.

In allegato riportiamo una panoramica dell’andamento del mese di aprile delle principali crypto Top 20, dove proprio DOGE risulta essere allo stato attuale il migliore, registrando la miglior performance, escludendo MemeCore appena entrato nelle Top 20.
BTC al quarto giorno di ribasso, ETH rompe il supporto
Bitcoin al momento di questa stesura sta segnando il quarto giorno consecutivo di ribasso e quota 75.500 USDT. Sul grafico daily si può vedere come si stia avvicinando al primo supporto in area 74.000 USDT. Tuttavia, l’area più rilevante è quella che passa nella zona dei 72.000 USDT, dove interseca anche la media mobile a 50 periodi.

Situazione similare per Ethereum, che attualmente quota 2.240 USDT. Tuttavia, ETH ha già rotto il primo supporto vettoriale del movimento di aprile, che passava in area 2.260 USDT, e si sta dirigendo verso il supporto principale dell’area dei 2.200 USDT, dove interseca la Sma 50.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

