Ieri si è registrata un’altra giornata di volatilità e di contrazione, in particolare per i mercati crypto, con chiusura in negativo per Bitcoin a -1,34%, mentre meglio ha fatto Ethereum con un -0,62%. Il comparto crypto si è mosso per lo più a macchia di leopardo, con numerosi ribassi. Anche gli indici azionari americani hanno chiuso la seduta in rosso, mentre il prezzo del petrolio torna stabilmente sopra i 100 dollari al barile.
Crypto e indici azionari USA deboli
Oggi si presenta una giornata ricca di eventi sui mercati finanziari tradizionali. In primis l’ultima riunione della Fed presieduta da Jerome Powell, che lascia la presidenza probabilmente al successore designato Kevin Warsh. A livello di tassi non dovrebbe esserci nessuna sorpresa.

Al contempo, dopo la chiusura dei mercati azionari verranno rilasciati i dati di bilancio di Amazon, Meta, Google e Microsoft e domani Apple. Si tratta del settore tecnologico che ha trainato il rialzo delle ultime settimane, con la ripresa della narrativa sull’AI. Adesso però bisogna passare ai fatti e ai numeri reali. In allegato riportiamo la panoramica grafica dell’andamento da inizio 2026 delle Magnifiche 7 (Mag Seven), che pesano per circa il 33 – 34% della capitalizzazione totale dell’indice S&P 500.
Il petrolio con il Brent preoccupa

Il Brent Crude Futures front-month quota 104,10 dollari con un massimo di 119,13 dollari toccato a metà marzo. Sul grafico daily si può osservare come nelle ultime settimane abbia oscillato tra i 106 e i 90 dollari al barile.
Il contratto Brent di giugno 2026 quota 111,23 dollari segnando un nuovo massimo. La distanza di quasi 7 USD tra i due contratti segnala un contango pronunciato. Gli operatori prezzano tensioni di offerta nei prossimi mesi a causa di un prolungarsi del conflitto USA -Iran e della chiusura dello Stretto di Hormuz.
Nulla di nuovo sul fronte diplomatico
Nelle ultime ore non è emerso alcun accordo tra Stati Uniti e Iran, con i negoziati ancora in fase di revisione. Il contesto resta quello di uno stallo operativo, con il traffico marittimo ridotto al minimo, rischi elevati e tensione costante nello Stretto di Hormuz. Secondo il Fondo Monetario Internazionale e l’Agenzia Internazionale dell’Energia, una chiusura prolungata potrebbe spingere il Brent oltre 150 dollari, con effetti inflattivi globali e rallentamento della crescita economica.
Bitcoin debole torna a 77.000 USDT
In questo contesto odierno, anche il mercato crypto probabilmente passerà una giornata di attesa. Non tanto per Powell, però proprio per i dati di bilancio delle Mag 7. Ieri tra le crypto si è avuta una giornata di contrazione, con numerosi segni rossi ma contenuti. Ethereum ha testato nuovamente il supporto in area 2.260 USDT da dove sta rimbalzando.

Bitcoin (BTC) ha chiuso con un calo del -1,34% e oggi è in rimbalzo, segnando quota 77.400 USDT. Osservando il grafico daily si può vedere come abbia rotto il supporto di breve termine evidenziato nell’analisi del 25 aprile:
Sul brevissimo ha un primo supporto in area 76.500 USDT, mentre la zona più rilevante passa in area 74.000 USDT
Alessandro Lavarello – Trader professionista e analista di Criptovaluta.it®
BTC nel ribasso ha fatto un minimo a 75.665 USDT, per poi rimbalzare e oggi sta lavorando sopra questa area.
Prezzo BTC tra supporto e resistenza
Al momento non si sono create evidenze grafiche o pattern da poter sfruttare. Resta l’incertezza, con i livelli da osservare che sono una chiusura sopra la resistenza principale dei 79.000 USDT oppure il rischio di una discesa verso l’area del primo supporto del vettore della leg di aprile a 74.000 USDT. L’indicatore RSI dopo aver evidenziato la divergenza si sta muovendo in debolezza – neutralità a rispecchiare l’incertezza del prezzo.
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