La tensione corre a Hormuz, tra blocco navale, tentativi di sblocco e azioni con lanci di missili da parte dell’Iran. Tuttavia sembra che i mercati azionari e ancor di più le crypto abbiano sancito che il conflitto sia in dirittura d’arrivo, o comunque prossimo a una soluzione.
Bitcoin si sta stabilizzando ed è arrivato a quotare 81.000 USDT. Ethereum registra invece il sesto giorno consecutivo di rialzo, però combatte ancora attorno all’area della prima resistenza. Gli indici azionari USA restano attaccati sull’area dei massimi.
Bitcoin e azionari prezzano la fine del conflitto a Hormuz
La tensione tra Iran e Stati Uniti nello Stretto di Hormuz resta elevata dopo il lancio dell’operazione “Project Freedom“, che punta a garantire il passaggio delle navi commerciali. Gli Stati Uniti hanno rafforzato la presenza militare con mezzi navali e aerei, intervenendo per proteggere le rotte. Tuttavia, l’Iran continua a considerare la missione una linea rossa, aumentando il rischio di incidenti diretti. Il contesto resta incerto, con entrambe le parti che utilizzano anche la pressione sul traffico navale come leva strategica.
Petrolio ancora in tensione dopo l’attacco alla nave della marina USA
Resta controverso il presunto attacco a una nave americana: alcune fonti parlano di missili andati a segno, ma Washington smentisce. La situazione evidenzia un rischio militare elevato, mentre i negoziati restano bloccati. Il prezzo del petrolio resta sensibile alle news.

Il Brent ha registrato ieri un rialzo del +5,80% e si attesta a 113,20 dollari al barile. Il WTI ha chiuso con un rialzo del +4,40% e oggi segna 104,30 dollari al barile.
Nasdaq tocca nuovi massimi storici
I mercati azionari restano vicini ai loro massimi storici. In particolare, il future sul Nasdaq ieri ha registrato un nuovo massimo storico a 27.965,75 punti sul lancio della notizia dell’operazione Project Freedom, livello che non è stato però registrato dall’indice cash, che ha chiuso con una leggera contrazione dello -0,21%.

Contrazione anche per l’S&P 500 a -0,38%, mentre più marcato è stato il calo del Dow Jones con un -1,14%, che, essendo un indice industriale, risente maggiormente della crescita del prezzo del petrolio. Il future sull’indice VIX oggi si attesta a 19,80 punti.
Bitcoin prosegue la leg up
Prosegue il rialzo di Bitcoin, che attualmente quota 80.740 USDT e ha già registrato nella notte un nuovo massimo relativo a 81.085 USDT. Sul grafico daily abbiamo la panoramica della sua leg up dai minimi di fine marzo, caratterizzata da una serie di massimi e minimi crescenti tipici di un movimento in trend rialzista.

Il breakout dell’area di resistenza dei 79.000 USDT, che l’aveva bloccato per più volte una quindicina di giorni fa, è ora confermato. L’obiettivo attuale diventa un proseguimento del rialzo verso l’area di resistenza degli 84.000-85.000 USDT. Sul lato corto, il primo supporto di breve termine rilevante passa in area 78.000 USDT.
A livello tecnico, BTC sta iniziando a lavorare sulla upper Bollinger band e vanno monitorate eventuali candele di inversione esterne a essa. Nella parte inferiore del grafico, l’indicatore RSI sta entrando in area di ipercomprato, a conferma della forza del movimento.
Ethereum lotta ancora sulla resistenza
Prosegue il rialzo anche per Ethereum, che attualmente quota 2.380 USDT. ETH si trova ancora a contatto con la prima resistenza vettoriale dell’area dei 2.380 USDT e sotto il massimo registrato una ventina di giorni fa a 2.465 USDT.

ETH sta vivendo una fase di rialzo da sei giorni consecutivi, però deve ancora confermare la forza, andando a chiudere almeno una candela daily sopra l’area dei 2.420 USDT. Sul lato corto, il primo supporto di breve passa in area 2.310 USDT.
L’indicatore RSI si trova ancora al di sotto dell’area di ipercomprato, così come il prezzo, al momento di questa stesura, è ancora sotto la upper Bollinger Band.
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