Gli indici azionari hanno registrato nuovi record storici, sia in America sia in Asia, anche grazie al calo del petrolio con il Brent sceso nuovamente nell’area dei 100 dollari al barile. Tuttavia si deve registrare una dissonanza nell’andamento delle crypto, che hanno rallentato, chiudendo anche in negativo in molti casi. Ethereum ha registrato un -0,42%, mentre Bitcoin è riuscito a tenere il segno positivo con un +0,65%.
Record indici azionari, calo petrolio ma frenata crypto

Il future del Brent ieri ha registrato un calo del -7,83%, toccando un minimo a 96,75 dollari al barile, mentre oggi si attesta, al momento di questa stesura, a 101,98 dollari al barile. Calo anche per il future del WTI, che ha registrato una discesa del -7%, con un minimo a 88,66 dollari al barile e oggi quota 95,68 dollari al barile.
Lo Stretto di Hormuz continua a operare in condizioni limitate e altamente controllate. Alcune petroliere lo stanno attraversando, ma il traffico rimane ridotto e diversi report parlano di convogli autorizzati e di navi costrette a invertire la rotta.
Hormuz resta sotto pressione ma USA-Iran verso un’intesa
Sul piano diplomatico, Stati Uniti e Iran starebbero discutendo un accordo quadro temporaneo. La proposta prevederebbe una limitazione dell’arricchimento dell’uranio da parte di Teheran, alleggerimento graduale delle sanzioni e riapertura progressiva dello stretto.
Anche Piazza Affari si avvicina al record storico
Questa possibile intesa preliminare è il boost che sta spingendo anche i rialzi delle borse mondiali. Ieri gli indici americani hanno registrato nuovi massimi storici e nell’apertura dei futures odierni S&P 500 e Nasdaq si trovano nuovamente nell’area dei massimi, con probabile aggiornamento dei record.

Da registrare anche una ripartenza del Dow Jones, che comunque resta ancora sotto il suo record storico registrato a febbraio 2026 a 50.611 punti.
Anche il nostro indice FTSE MIB si sta avvicinando al suo record storico a 51.273 punti del marzo 2000. Ieri nuovi si sono registrati ATH anche in Asia, per il Kospi e il Nikkei.
Crypto in ribasso
Ieri si è però registrato un movimento controtendenza per molti token, che hanno virato al ribasso chiudendo anche in negativo, sia tra le top sia tra le altcoin minori. In allegato una panoramica dell’andamento della Top 20 per market cap da inizio maggio, dove si può cogliere come nelle ultime 24 ore ci sia stata una flessione verso il basso, a evidenziare la contrazione.

La maggior parte resta in positivo su base mensile, con Chainlink a +9,20%, così come Bitcoin (BTC) che segna un +6%. Più evidente è invece il rallentamento di Ethereum, che registra un +3%. Sul fondo è passato in negativo Canton con un -1,44%.
Bitcoin ed Ethereum in pausa
La frenata crypto la possiamo vedere anche su Bitcoin (BTC), che attualmente quota 80.890 USDT e oggi è in contrazione del -0,67%. Focalizzandoci sull’andamento degli ultimi giorni di BTC sul grafico daily, si può osservare come il breakout della resistenza dei 79.000 USDT sia avvenuto negli scorsi giorni.

Ieri Bitcoin ha registrato il massimo di periodo a 82.855 USDT. Da qui il prezzo ha ritracciato, formando una candela Shooting Star, tipica di inversione. In questo scenario BTC ha ora un primo supporto rilevante di breve termine che passa in area 79.000 USDT.
Ethereum più debole
Ethereum (ETH) ieri ha invece già chiuso in contrazione, dopo aver toccato un massimo a 2.420 USDT. Oggi quota 2.325 USDT ed è in calo del -1%. Si può già osservare sul grafico daily allegato sopra come ETH stia testando il primo supporto di breve termine in area 2.320 USDT. Il rischio è una discesa verso l’area dei 2.260 USDT.
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