L’Ethereum Foundation sta ultimando i preparativi per l’implementazione del tanto atteso aggiornamento Glamsterdam. Qualche giorno fa il team degli sviluppatori finanziati dall’organizzazione si è incontrato a Svalbard, in Norvegia, per definire tutti i passaggi operativi in vista del prossimo upgrade, che in linea di massima dovrebbe entrare ufficialmente in mainnet entro la fine del Q3 2026.
Sono attesi grossi miglioramenti sia per il consensus che per l’execution layer, con interventi che si traducono in una maggiore decentralizzazione e scalabilità dell’infrastruttura. In particolare, c’è un aspetto del nuovo aggiornamento che potrebbe amplificare di oltre 3 volte la capacità della rete di ospitare e processare transazioni. Vediamo più da vicino di cosa si tratta.
L’Ethereum Foundation posticipa l’hard fork Glamsterdam
Secondo la roadmap iniziale di Ethereum, l’aggiornamento Glamsterdam sarebbe dovuto arrivare entro il primo semestre del 2026. Tuttavia, gli addetti ai lavori della Foundation hanno deciso di posticipare leggermente l’hard fork al terzo trimestre dell’anno, guadagnando così del tempo per le varie implementazioni in testnet e per definire gli ultimi punti chiave.
Glamsterdam – secondo il linguaggio del mondo Ethereum – è composto dall’unione di due maxi upgrade, ossia Glasgow per il consensus layer e Amsterdam per l’execution layer, entrambi ricchi di EIP (Ethereum Improvement Proposal) da portare a termine.
L’hard fork, che per definizione introdurrà modifiche non retrocompatibili con le regole del protocollo, arriverà a distanza di pochi mesi dall’attivazione di Fusaka, con cui Ethereum ha introdotto PeerDAS sui blobs dei L2 e aumentato il tetto del gas limit a 60 milioni di unità.

A seguire, dopo Glamsterdam sarà il turno di Hegotá, i cui interventi sono ancora in fase di discussione e dovranno essere formalizzati nei prossimi mesi. Ethereum non si ferma mai, e upgrade dopo upgrade continua ad evolversi seguendo una roadmap articolata in macro-fasi di sviluppo – come The Surge, The Scourge, The Verge, The Purge e The Splurge – che guidano il protocollo verso una maggiore scalabilità, decentralizzazione ed efficienza.
Gli sviluppi fissati per Glamsterdam
Durante l’ultimo incontro in Norvegia, gli sviluppatori della Foundation Ethereum hanno definito una serie di progressi che delineano la direzione dell’upgrade Glamsterdam, concentrandosi soprattutto su stabilità, test e scalabilità.
Nello specifico, l’aspetto più rilevante del prossimo aggiornamento riguarda il tetto del gas limit, che post-implementazione verrà fissato a 200 milioni di unità di gas, oltre 3 volte il livello attuale di 60 milioni. Questo è un punto importantissimo poiché significa che nel giro di qualche mese i validatori spingeranno per un aumento della capacità computazionale complessiva del network, portando più “capienza” nella gestione dei blocchi e indirettamente più scalabilità.

Oltre a questo, nell’incontro sono emersi anche ulteriori elementi che completano il quadro dell’upgrade. Tra i principali citiamo:
- Più stabilità tra i client
Molto lavoro è stato dedicato al miglioramento della compatibilità tra i diversi client, con i test che evidenziano meno problemi nella comunicazione tra consensus ed execution layer.
- Produzione dei blocchi più efficiente
C’è stato un grosso miglioramento nel sistema che costruisce e trasmette i blocchi, soprattutto nella velocità e nella comunicazione tra builder e proposer (ePBS). Passo fondamentale per ridurre il potere dei MEV e limitare la centralizzazione della produzione dei blocchi.
- Gestione migliore dello state e dei costi
Si lavora anche sul costo dello storage e su una gestione più equilibrata delle risorse per il lungo periodo.
- Preparativi per il futuro di Hegotá
Sono stati stabiliti i primi passi concreti in direzione Hegotá, lavorando su FOCIL – un meccanismo per rendere più robuste le regole di inclusione delle transazioni – e sulle primitive dell’account abstraction.
Ethereum Foundation annuncia nuovi responsabili del team centrale
Mentre Glamsterdam rimane la priorità assoluta nel breve termine per l’ecosistema Ethereum, nel frattempo la Foundation ha avviato anche una fase di riorganizzazione interna del cosiddetto Protocol Cluster, il gruppo che coordina lo sviluppo del protocollo e la pianificazione degli upgrade.
Difatti, gli attuali responsabili Barnabé Monnot, Tim Beiko e Alex Stokes stanno per abbandonare il proprio mandato alla Foundation, lasciando il cambio di leadership ad altre figure specializzate. Entreranno al loro posto Will Corcoran, Kev Wedderburn e Fredrik.
I primi due hanno lavorato molto sul campo delle zkVM, uno degli aspetti centrali per il futuro di Ethereum che permetterà – secondo le stime dei precedenti leader – di raggiungere una scalabilità di 10 milioni di TP/S. L’ultimo è a capo del progetto Protocol Security ed è profondamente coinvolto in diverse attività tecniche.
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