Continuano i tentativi di rapimento a tema crypto in Francia. Secondo quanto riporta Le Journal du Dimanche, questa volta sarebbe toccato alla moglie di Sebastien Borget, co-fondatore di The Sandbox, metaverso di una certa popolarità nel corso del precedente ciclo. Il tentativo non sarebbe andato a buon fine e due persone coinvolte sarebbero state già arrestate.
La situazione in Francia è ancora fuori controllo. Da mesi si susseguono tentativi di sequestro di persone più o meno vicine agli ambienti crypto – molte delle quali identificate grazie alla diffusione illegale, da parte di una dipendente del fisco, di informazioni relative alle dichiarazioni dei redditi. Nonostante un gran numero di arresti, la situazione non sembrerebbe essere migliorata.
Cos’è accaduto martedì 20 maggio
Secondo quanto riporta Le Journal du Dimanche nella giornata di martedì 20 maggio si sarebbe consumato un tentativo di sequestro ai danni della moglie di Sebastien Borget, co-fondatore appunto di The Sandbox, il più popolare dei metaverse crypto dell’ultimo ciclo.
Uno dei sospettati avrebbe raggiunto l’abitazione di famiglia travestito da corriere e con un pacco di cartone. Una volta che la moglie di Borget ha aperto la porta, si è vista assalire da cinque complici, nel tentativo di farla salire a forza in auto. Il trambusto ha attirato l’attenzione dei vicini, che sono intervenuti mettendo in salvo la donna. I sei sono fuggiti su due veicoli diversi e due sarebbero stati già arrestati.
Le autorità francesi ritengono che il rapimento sarebbe stato organizzato allo scopo di estorcere criptovalute alla coppia.
È ancora crisi in Francia
Sono stati oltre 130 i tentativi di sequestro – diversi dei quali andati a buon fine – a tema crypto in Francia. Nonostante le autorità siano intervenute anche con arresti poi portati a termine all’estero, la banda o le bande che operano sul territorio francese non sembrerebbero ancora essere state sgominate.
Soltanto il 27 aprile scorso la polizia francese aveva diffuso un resoconto delle proprie attività. Ottantotto arresti con dieci che riguardano minori da quando il ciclo degli assalti ai crypto investitori ha iniziato il suo corso in Francia.
Ieri il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato l’Europa a prendere più sul serio le criptovalute, evitando che diventino uno strumento per terroristi e criminali. Forse però non intendeva riferirsi a questa incredibile situazione esiste soltanto in Francia e che sembrerebbe essere responsabilità di una ex dipendente del fisco che ha venduto dettagli sui più ricchi contribuenti, consegnandoli così a bande criminali pronte a tutto.
Nella lista, sembrerebbe evidente, molti crypto investitori, forse proprio perché in possesso di asset che possono essere spostati senza intermediari e dunque, nel caso, neanche bloccati dalla polizia.
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