Oggi le borse americane sono chiuse per il Memorial Day, ma i future hanno scambiato ugualmente con orario ridotto e hanno registrato nuovi massimi storici: S&P 500, Nasdaq e Dow Jones hanno toccato tutti e tre nuovi ATH. Sui record viaggia però anche il debito americano, che pesa come un macigno non solo sugli Stati Uniti ma come una spada di Damocle sull’economia globale. Il rischio si materializza se l’America perde la fiducia dei mercati internazionali.
Record di Wall Street e del debito federale americano
l debito pubblico federale degli Stati Uniti ha superato i 39 trilioni di USD, secondo i dati del Department of the Treasury aggiornati a maggio. Oltre mille miliardi sono stati aggiunti dallo scorso ottobre, a un ritmo di circa cinque miliardi al giorno. La curva mostra un’accelerazione senza precedenti: piatta fino al 2008, poi in salita ripida dopo la crisi finanziaria e dopo il 2020.

Il dato più allarmante riguarda il rapporto con la ricchezza prodotta dal Paese, il debito ha raggiunto circa il 124% del PIL, un livello tra i più alti di sempre. Non è più una dinamica legata a un’emergenza temporanea, ma una tendenza strutturale per eccesso di spese.
Quanto debito è attribuibile a Trump
Una quota rilevante del debito attuale, stimata tra il 25 e il 27%, è stata accumulata durante il primo mandato di Donald Trump. Il calcolo nasce da un dato preciso: tra il 2017 e il 2021 il debito federale è cresciuto di circa 7,8 trilioni di USD. Attenzione però alla lettura. Gran parte di quell’aumento deriva dalle misure di sostegno per la pandemia e da una traiettoria già prevista prima dell’insediamento. A questo conteggio va aggiunto il mandato attuale di Trump, la legge di bilancio approvata a luglio 2025 nota come “One Big Beautiful Bill” dovrebbe gonfiare il debito di altri 2.400-3.400 miliardi di dollari nel prossimo decennio.
Il vero problema sono i tassi di interesse
Il costo del debito dipende oggi da un meccanismo insidioso. Il Tesoro americano non estingue il debito, lo rifinanzia di continuo, quando un titolo scade, ne emette uno nuovo per ripagarlo. Per anni quel rinnovo è avvenuto a tassi vicini allo zero. Oggi i titoli emessi in quell’epoca scadono e vengono sostituiti da titoli che rendono molto di più.

Il rendimento del decennale (US10Y) americano si attesta intorno al 4,5%, mentre il trentennale ha superato la soglia psicologica del 5%. È un circolo che si autoalimenta: più interessi si pagano, più cresce il deficit e più debito si emette, alzando ancora i rendimenti pretesi dal mercato. Attenzione alla curva dei tassi con il debito a 2 anni (US02Y) fisso sopra il 4% che non accenna a scendere. Per una panoramica più approfondita sui rendimenti: Perché i bond influenzano Bitcoin: guida ai concetti chiave del mercato obbligazionario.
Mille miliardi di interessi, più della difesa
Nell’anno fiscale 2025 la spesa per interessi sul debito pubblico ha superato per la prima volta la soglia dei 1.000 miliardi, secondo i dati del Dipartimento del Tesoro. È una somma che l’anno scorso ha oltrepassato persino il bilancio della difesa nazionale, pari a 917 miliardi, il più alto al mondo.

La traiettoria punta in alto, con i dati CBO che stimano che la spesa per interessi salirà fino a 1.800 miliardi entro il 2035, più rapidamente di ogni altra voce del bilancio federale.
L’ex-presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha riassunto la situazione con una formula efficace: il livello del debito è sostenibile, ma il percorso non lo è. Una traiettoria che richiede una correzione prima che siano i mercati a imporla.
In questo scenario c’è chi guarda al Bitcoin come possibile copertura contro la svalutazione e i rischi legati al debito, una tesi però ancora dibattuta.
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