Il 26 giugno Bitmine – società che detiene quasi il 4% di tutti gli $ETH esistenti – dovrebbe entrare a far parte dell’indice Russell 1.000. Non è il più importante degli indici, ma potrebbe essere comunque di aiuto per quanto riguarda il prezzo delle azioni $BMNR, che come tante altre azioni di società che investono in crypto, non sta attraversando un buon momento.
Sul tema è recentemente intervenuto anche il CEO del gruppo, Tom Lee, che ha parlato del perché $BMNR dovrebbe entrare nell’indice e di quali potrebbero essere i vantaggi concreti in termini di flussi di capitali.
Il messaggio di Tom Lee
In vista del weekend lungo negli USA che si conclude – finalmente – oggi, Tom Lee si è preso tempo per discutere della probabile futura inclusione di $BMNR in Russell 1.000 large cap, indice che raccoglie le top aziende USA quotate, per capitalizzazione.
FTSE Russell ha pubblicato le inclusioni preliminari insieme alle future rimozioni. Bitmine è l’unica inclusa per l’inserimento in *large-cap Russell 1000. La capitalizzazione di mercato di BMNR è molto al di sopra del minimo di 5,7 miliardi per l’indice large cap. Molti manager di capitali attivi comprano soltanto azioni che sono su Russell 1000. In aggiunta, circa il 20-25% della capitalizzazione delle azioni dell’indice è nelle mani di repliche passive e ETF.
In breve e in modo più semplice: Bitmine dovrebbe davvero entrare a far parte dell’indice in questione. Ha tutti i requisiti richiesti ed è stata anche inserita nella lista preliminare (che non è ancora quella ufficiale).
A inserimento ultimato, il prossimo 26 giugno, ci saranno almeno due categorie di investitori che potrebbero iniziare a investire in BMNR. Da un lato i manager di fondi che però non investono in azioni che sono almeno in Russell 1.000. Dall’altro gli ETF che replicano l’indice. Secondo i dati diffusi da Tom Lee, le azioni dell’indice hanno almeno il 20-25% di azioni nelle mani degli ETF.
Uno spunto di recupero per chi ha investito in Bitmine e perso tanto denaro?
L’andamento di Bitmine in borsa non è stato dei migliori. Il titolo è stato oggetto di un importante trend ribassista, che dai massimi ha perso circa il 90%. Un trend comune a tante DAT, con gli investitori entrati sui massimi che devono fare i conti con perdite importanti.
Anche chi è entrato parecchio sotto ai massimi si trova comunque in perdita – e potrebbe forse approfittare di questa occasione, ammesso che la previsione di Tom Lee si riveli corretta, per recuperare. Non si tratta però di un effetto eterno, come dimostrano le azioni di Strategy, che non sono più sostenute dalla presenza in indici anche più importanti di Russell 1.000. Vedremo inoltre se alla riapertura dei mercati ci saranno acquisti di chi vuole anticipare l’effetto positivo derivante dall’inserimento.
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