Il Regno Unito ha appena annunciato un importante giro di sanzioni verso operatori del mondo crypto. Nella lista nera finisce anche HTX, exchange di criptovalute riconducibile a Justin Sun, storico personaggio del mondo crypto, legato fino a qualche tempo fa anche a progetti della famiglia Trump. Nella lista anche una società registrata a El Salvador, che però non risulterebbe operativa. Investi soltanto in operatori regolarmente registrati in Europa.
Nella lista finiscono poi exchange russi, nonché personaggi legati a A7A5, stablecoin legata al rublo, nata proprio allo scopo di aggirare le sanzioni alle quali sono sottoposti exchange, società e privati russi.
Una novità vedere HTX
Il grosso della lista dei sanzionati ricalca quanto abbiamo già visto applicare in Europa e negli USA a carico di soggetti russi che sono coinvolti nella gestione di crypto-attività da e per la Russia. La presenza di Huobi SA, che è poi la holding legata a HTX e dunque a Justin Sun è però una novità assoluta.
Stiamo tracciando tutte le linee finanziarie che sostengono la macchina da guerra di Putin. Non ci saranno porti sicuri per chi favorisce l’aggressione russa. Continueremo ad agire in modo rapido e deciso, insieme ai nostri alleati, per smantellare questi network e assicurarci che chi sostiene la Russia subisca delle conseguenze.
Questo è quanto si legge nel comunicato stampa del governo inglese, che cita direttamente soggetti legati a A7A5. Non vengono per il momento indicate motivazioni per l’inserimento nella lista di Huobi/HTX.
Curiosa la presenza di Nueva Cryptologia – con sede a El Salvador e che il registro ufficiale però indica come non operativo. Il sito internet del gruppo sembrerebbe rimandare a un wallet, che però non è ancora disponibile per il download.
Ancora crypto asset al centro della discussione
I crypto asset sono stati centrali nel conflitto tra Ucraina e Russia. Dalle donazioni ai tentativi di aggirare le sanzioni, passando anche per strani movimenti nei paesi limitrofi (Kirgizstan e Georgia, principalmente), le crypto hanno lasciato tracce importanti del passaggio di denaro da e per la Russia, offrendo però ai paesi occidentali anche la possibilità di sanzionare con una certa semplicità i soggetti coinvolti nell’aggiramento delle sanzioni.
Sanzioni che sono arrivate non solo dal Regno Unito ma anche da UE e Stati Uniti. Probabilmente non saranno le ultime. Curioso però trovare il nome di un exchange così conosciuto e che, almeno fino a oggi, non ci sembra sia stato mai coinvolto in sanzioni o indagini di questo tipo.
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