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CME FUTURE COMPUTE RENDER
CME FUTURE COMPUTE RENDER

CME annuncia i futures sulla potenza di calcolo. Con le crypto puoi già investire su questa novità

La potenza di calcolo diventa un asset finanziario. Mentre CME prepara i futures sul compute, i DePIN come Render e Akash lo facevano già
CME FUTURE COMPUTE RENDER

La potenza di calcolo, l’intelligenza artificiale, i semiconduttori e le GPU sono diventati il tema dominante dei mercati finanziari. Ogni modello AI, chatbot o applicazione generativa funziona grazie a chip e GPU. La crescente domanda di capacità computazionale ha alimentato il rally del Nasdaq e delle borse globali. I produttori di semiconduttori come Nvidia, Micron e Marvell si muovono vicino ai massimi storici, così come alcune crypto legate al calcolo distribuito e computazionale, tra cui Render e Akash Network.

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CME Group lancia il future sul compute

In questo contesto in piena evoluzione e boom il CME Group ha annunciato il lancio, entro fine 2026, del primo mercato regolamentato di futures sulla potenza di calcolo. Il numero uno di CME, Terry Duffy, ha definito il compute nel comunicato ufficiale “il nuovo petrolio del XXI° secolo“, la stessa formula usata anni fa per descrivere proprio Bitcoin.

Comunicato CME Group
Comunicato CME Group

Dato che è la spina dorsale dell’economia digitale, la potenza di calcolo è il nuovo petrolio del XXI secolo. Ogni modello di IA addestrato, ogni transazione regolata e ogni byte di dati elaborato si basa sulla capacità di calcolo, che sta emergendo rapidamente come un asset a sé stante.

Terry Duffy, Chairman e CEO di CME Group

Le crypto avevano già il loro mercato del compute

I future sul compute permetteranno di coprirsi o speculare sul prezzo di noleggio delle GPU, regolati in contanti su un indice di riferimento. È una notizia che la finanza tradizionale ha accolto come una rivoluzione. Eppure, per chi segue le crypto, suona stranamente familiare, in quanto l’ecosistema crypto aveva già costruito un mercato del noleggio di potenza di calcolo, in modo decentralizzato e anni prima.

È il settore dei DePIN (Decentralized Physical Infrastructure Networks), le reti di infrastruttura fisica decentralizzata dove chi possiede GPU inutilizzate le mette a disposizione di chi le cerca, regolando i pagamenti in token. Mentre CME punta a trasformare il compute in una commodity scambiabile con un future, i protocolli DePIN lo facevano già con la blockchain, saltando del tutto l’intermediazione.

I due token più noti e in rally da inizio 2026 sono Render e Akash Network che abbiamo recentemente analizzato: I token intelligenza artificiale in bull run con Render e la sorpresa Akash Network. Dove possono arrivare?

Token AI Render Akash Network
Token AI – Render e Akash Network andamento YTD

In allegato la panoramica dei token AI da inizio 2026, dove si può vedere come AKT e RENDER spicchino al rialzo.

Il rendering grafico diventa compute per l’AI con RENDER

Il primo nome storico del settore è Render (RENDER) nato nel 2017 come rete decentralizzata per il rendering grafico in 3D, e ha messo in comune le GPU dei suoi nodi per offrire potenza di calcolo. Con l’esplosione dell’AI, il raggio di azione si è allargato e oggi Render fornisce capacità di calcolo anche per i carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale, con il lancio di una infrastruttura dedicata a questi compiti.

Akash Network un supercloud decentralizzato

Il secondo protagonista è Akash Network (AKT), un “supercloud” decentralizzato. Costruito sull’ecosistema Cosmos, Akash offre un marketplace dove i fornitori mettono in vendita le proprie GPU, attraverso un sistema di aste inverse: sono i provider a competere al ribasso per offrire il prezzo migliore, garantendo costi spesso inferiori rispetto ai grandi cloud centralizzati.

Due risposte allo stesso problema

Il future di CME e i token DePIN come Render e Akash sono due risposte diverse, una istituzionale e una crypto-nativa, allo stesso bisogno. L’obiettivo è dare un prezzo e una liquidità alla potenza di calcolo, cioè al petrolio del XXI secolo.

La finanza tradizionale lo fa con un contratto derivato regolamentato, invece l’ecosistema crypto lo fa con marketplace decentralizzati e token.

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