Secondo un comunicato stampa diffuso da Teleborsa, Unicredit ha avviato il collocamento di un certificato open end su Bitcoin ed Ethereum. Sarà una gestione attiva, non direzionale, che punterà – recita il comunicato – a sfruttare le dislocazioni di mercato. Taglio minimo dell’investimento: 100.000€, per un prodotto che sarà riservato ai clienti professionali. Non è il primo prodotto dedicato al mondo crypto emesso e gestito da UniCredit.
Secondo lo stesso comunicato, il prodotto sfrutterebbe modelli sistematici che sono offerti da Banor Labs – con strategie quantitative sui digital asset. Non è chiaro per il momento l’ammontare del collocamento, che terminerà il prossimo 16 giugno e che sarà destinato alla clientela tedesca e italiana del gruppo bancario. Successivamente al 16 giugno, sarà disponibile sul mercato secondario.
Non è il primo prodotto di UniCredit su Bitcoin e crypto
In realtà già nel luglio 2025 UniCredit aveva annunciato un prodotto strutturato su Bitcoin, che utilizza però come sottostante le quote dell’ETF iShares/BlackRock $IBIT. In quel caso si trattava di un’obbligazione strutturata che prevedeva una protezione del capitale in cambio di un cap ai gain massimi.
In questo caso, almeno secondo il comunicato stampa diffuso, si tratterà di una gestione attiva, che potrà prendere entrambe le direzioni di mercato e che punterà a sfruttare inefficienze.
A fornire l’apparato di trading e la strategia sarà Banor Labs. C’è soddisfazione nelle dichiarazioni di Chicco di Stasi che Head of Group Investment Product Solutions di UniCredit, e anche da parte di Alvise Saccomanni, che parla in qualità di Managiing Director di Banor Labs.
La scelta di Unicredit di avvalersi della nostra tecnologia proprietaria conferma la capacità di Banor di innovare.
Banche italiane sempre di più nel mondo crypto
Le banche italiane aumentano il loro coinvolgimento nel mondo delle criptovalute. Soltanto a inizio settimana Banca Sella ha annunciato il completamento dell’iter per l’offerta di servizi di custodia e trasferimento.
La stessa Banca Sella, insieme a UniCredit e Banca Intesa, fa parte del consorzio Qivalis, che sta programmando il lancio di una stablecoin legata all’euro nella seconda metà del 2026. Intesa Sanpaolo è invece attiva nel trading di diversi ETF USA – con cifre che sono raddoppiate rispetto al trimestre precedente.
Per un settore bancario che in tanti definiscono, ingenerosamente, non al passo con i tempi, in realtà di passi avanti se ne stanno facendo diversi, probabilmente anche per una domanda da parte di clienti professionali che si è fatta sempre più consistente.
Fonte: Teleborsa
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