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Jamie Dimon, JPMorgan: “Hai la testa piena di…” Ancora insulti al CEO crypto

È ancora scontro tra banche e mondo crypto. I protagonisti sono quelli di sempre.
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Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, non è mai stato un grande fan del mondo crypto. Più volte è intervenuto con commenti caustici e ora che il comparto vorrebbe mangiare un pezzo della sua torta, ha alzato il livello dello scontro. Il CEO di Coinbase avrebbe la testa piena di cose irripetibili su questa testata. Commento che aveva già fatto in quel di Davos e che ora ha ripetuto davanti ai microfoni di Fox Business.

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Il tema della contesa è il Clarity Act – la legge che dovrebbe normare l’intero mondo crypto negli States – e nello specifico la possibilità che gli exchange offrano dei rendimenti sulle stablecoin. Qualcosa di irricevibile per le banche, secondo Jamie Dimon. Qualcosa che attacca un enorme flusso di denaro a costo quasi zero, replicano gli appassionati crypto.

Perché si litiga?

Perché di mezzo ci sono tanti soldi. Le banche sono terrorizzate dalla possibilità che in tanti, soprattutto tra i più giovani, scelgano di custodire il proprio denaro sugli exchange, perché questi potrebbero offrire dei rendimenti alla clientela. Un meccanismo che le banche erano riuscite a bloccare con il Genius Act, la legge che regolamenta le stablecoin negli Stati Uniti e che ora però potrebbe tornare di attualità con la seconda legge, il Clarity Act.

Dice Jamie Dimon che le banche non accetteranno mai un compromesso del genere, se questo dovesse includere la possibilità per gli exchange di offrire rendimenti. Una questione semplice per certi exchange, su tutti Coinbase, che è forte di accordi con Circle, l’emittente di USDC.

I toni sono quelli che sono: più duri di quelli che ci si aspetterebbe dal leader della più grande banca d’affari del mondo. Il nemico sarebbe Brian Armstrong, CEO di Coinbase, che già a Davos si era preso un hai la testa piena di… e che ora se l’è sentito ripetere in diretta TV.

Chi la spunterà?

Difficile dirlo ora, dato che il Clarity Act è ancora fuori dal Congresso e non è chiaro quante e quali resistenze incontrerà. Le banche stanno cercando di fare lobby, principalmente cercando sponde tra i membri del Congresso di fede e schieramento democratici.

Ce la faranno? Ci proveranno sicuramente, con il Senato che dovrà vedere, per il passaggio della legge, almeno 7 democratici schierarsi con i repubblicani. Non sarà facile, tenendo anche conto del fatto che Donald Trump ha reso questa legge un voto anche su se stesso.

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