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Hanno perso tutto investendo in Bitcoin e crypto. Pagano gli investitori, ma non i dirigenti

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La magia non esiste, neanche in borsa. A quasi un anno dall’inizio dell’incredibile trend delle società quotate in borsa che investono in criptovalute, i conti dell’oste sono dei più terribili. Reverse stock split d’emergenza per rimanere quotati, inviti alla calma a investitori che hanno perso oltre il 90%, board e facce pubbliche che continuano a pagarsi milioni di dollari nonostante le aziende che guidano si siano liquefatte. I casi sono diversi, riguardano non solo le criptovalute minori ma anche Bitcoin e sarà il caso di parlarne, anche per evitare di dare credito a certe promesse.

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Il caso più emblematico è quello di $NAKA Nakamoto, ex KindlyMD. A capo c’è David Bailey, volto molto noto del settore anche perché a capo di un popolare giornale e della convention su BTC più importante al mondo. Ce ne sono poi tanti altri, che gli investitori italiani conosceranno anche per improbabili scorribande nel mondo del calcio della penisola.

Cos’è successo davvero a Nakamoto, Solmate e tante altre

L’estate 2025, sull’onda dell’entusiasmo per l’andamento dei prezzi e per la fine della guerra tra USA e mondo crypto, è stata teatro di una serie infinita di listing in borsa di digital asset treasury. Un nome molto complicato che indicava un certo meccanismo, ripetuto tutte le volte che si è potuto:

  1. Trovare un’azienda di scarso valore ma quotata
  2. Versare crypto spesso legate o alle fondazioni o a vecchi investitori
  3. Cambiare nome
  4. Dire a tutti che si era diventati un’innovativa azienda che investe in criptovalute

Abbiamo visto il meccanismo di cui sopra ripetersi per centinaia di volte, tanto da destare anche attenzioni e preoccupazioni da parte di Nasdaq e NYSE, le cui indagini però non si è capito se siano state interrotte prima del tempo.

C’è però altro di questo meccanismo: in diversi casi tali aziende sono state messe in piedi da volti pubblici del settore crypto, che spesso e volentieri si assegnavano stipendi molto elevati (da dirigente di società in S&P 500 o anche di più), a prescindere da come sarebbero poi andate davvero le cose.

  • Rischio delisting

Diverse di queste aziende hanno perso così tanto valore che rischiano il delisting. Nasdaq impone infatti un valore per azione di minimo 1$ – se ci si trova al di sotto e non si è in grado di tornare sopra, il gruppo elimina l’azione dai propri listini.

Per evitare questo problema, almeno due aziende del comparto hanno fatto ricorso al cosiddetto reverse stock split. Una nostra azione vale solo 0,1$? Basta accorpare 10 azioni in una e tornare sopra la soglia. Un meccanismo che è stato usato da $NAKA (addirittura in rapporto 40:1) e anche dalla sopracitata Solmate.

Solmate che in tanti ricorderanno perché proprietaria della Juve Stabia e poi sparita – dopo aver venduto la squadra per 1€ – nonostante le promesse di sostegno di poche settimane prima.

Solmate ha effettuato un reverse stock split di 10-1 (rapporto minore e più tollerabile rispetto a quello di $NAKA) – che però non potrà essere riproposto in eterno. Al contrario, Nasdaq impone che non vi si possa ricorrere una seconda volta entro un determinato arco temporale.

Non sono le uniche: DCX, Sphere 3D, Bitcoin Depot (poi andata in procedura fallimentare per altri problemi), IPST, NFT LTD hanno approvato o annunciato mosse del genere.

Perché non ha funzionato?

Perché la matematica prima o poi torna ad avere ragione sulle irrazionalità del mercato. Se un’azienda ha – facciamo l’esempio – 100 milioni di dollari in Bitcoin, non ha alcun senso che valga 2 o 3 volte quella cifra.

Per un po’ ha scambiato su multipli importanti Strategy – società di Michael Saylor che però – almeno rispetto alle altre citate in questo approfondimento, ha dalla sua una struttura solida e un accesso ai mercati dei capitali sicuramente più ampio.

Per il resto, un esperimento da non ripetere. Triste vedere che siano stati coinvolti non solo personaggi noti e con un grande seguito, ma talvolta anche le fondazioni stesse dei progetti crypto. Una lezione per chi crede che si possano imbonire i mercati in eterno.

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