Giugno disastroso per il mercato crypto, che ieri, 2 giugno, Festa della Repubblica, ha registrato un crollo. Bitcoin ha chiuso a -6,52%, un calo daily che non si vedeva dal crollo di inizio febbraio e attualmente quota 66.400 USDT e con un arretramento del -9,90% da inizio mese. Più contenuta la flessione di Ethereum, che ha perso il 7,32% daily. Il contesto vede le crypto muoversi in netta controtendenza rispetto ai mercati azionari, che anche questa notte hanno aggiornato nuovi record storici.
Crollo crypto in profondo rosso a giugno
Lo sguardo d’insieme sulle crypto Top 20 con grafico 1 H da inizio giugno, mostra un quadro pesante. Resistono in verde alcune altcoin, segno che parte del mercato continua a funzionare se sostenuto da news o narrativa. In testa ai rialzi figurano Zcash, con un progresso del +9,44%, Memecore, in salita dell’8,87%. Staccate, seguono Toncoin a +4,74% e Hyperliquid a +1,01%.

La maglia nera va a Bitcoin Cash, che cede il -18,89%, seguito da Stellar a -13,12% e da Solana a -10,84%. Arretrano anche BNB del -10,41%, Cardano del -10,39% e XRP del -9,35%.
La decorrelazione da Wall Street

Il dato più interessante arriva dal grafico delle correlazioni di ETH e BTC con gli indici azionari che registrano nuovi record. La correlazione a 20 periodi del future su Bitcoin è scesa a -0,81 rispetto a S&P500 e a -0,83 rispetto al Nasdaq. Valori simili per il future su Ethereum, a -0,79 contro ES e a -0,80 contro NQ. È un’inversione netta e drammatica, con il capitale che esce dalle crypto proprio mentre i future azionari aggiornano i massimi.
Liquidazioni record delle crypto
A spingere l’accelerazione del crollo crypto è stata l’ondata di liquidazioni forzate. Secondo i dati di CoinGlass, nelle ultime 24 ore sono stati spazzati via 1,84 miliardi di dollari di posizioni, di cui circa 1,66 miliardi sui long. Bitcoin pesa per 883,64 milioni ed Ethereum per 475,73 milioni.

Gli short liquidati si fermano invece a 179,66 milioni, a conferma di un mercato troppo sbilanciato sul rialzo. Quando il prezzo ha rotto i livelli chiave, come area 70-71.000 USDT per Bitcoin, le posizioni a leva sono state chiuse in automatico. Le liquidazioni hanno amplificato una discesa innescata sullo spot da deflussi dagli ETF, dalla vendita di Strategy e dai timori sui fondi di Mt. Gox.
Liquidazioni, il picco più alto degli ultimi tre mesi
Il dato sulle posizioni spazzate via non lascia dubbi sulla portata del crollo della leva. La barra del 2 giugno svetta a 1,64 miliardi di dollari, il valore più alto dell’intero trimestre e quasi tutto concentrato sui long come si vede dalle colonne verdi. Ieri il peso maggiore è arrivato da Binance, con 696,6 milioni di long liquidati, seguita da Hyperliquid e Bybit, mentre gli short restano del tutto marginali.

Azionario USA sui massimi e nodo petrolio-Iran
Sullo sfondo i mercati statunitensi continuano a correre. I futures di Nasdaq e Dow Jones ieri hanno registrato nuovi massimi storici, sostenuti dal boom dei semiconduttori e dal tema dell’intelligenza artificiale.

Sul petrolio, la riacutizzazione tra Iran e Stati Uniti tiene alto il premio di rischio. Il WTI tratta in area 94,91 dollari e il Brent intorno ai 96,91 dollari, dopo il calo di maggio sulla scia dello sviluppo di accordi di pace tra Iran e USA.
Tuttavia, negli ultimi giorni la tensione è tornata a salire e proprio nella notte sono stati sparati missili iraniani verso Kuwait e Bahrain e raid statunitensi sull’isola di Qeshm. Sul piano diplomatico, l’Iran ha sospeso i colloqui con Washington per le azioni israeliane in Libano. Trump sostiene invece che i negoziati proseguano e parla di una possibile intesa sullo Stretto di Hormuz già nei prossimi giorni.
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