Nella notte il comparto crypto ha accelerato al ribasso, con forti liquidazioni che hanno colpito le posizioni a leva. Ethereum ha toccato il nuovo minimo annuale a quota 1.717 USDT, prima di un parziale recupero. Bitcoin ha mostrato maggiore tenuta, restando sopra il minimo di febbraio dei 60.000 USDT. Ieri il Nasdaq ha registrato un nuovo massimo storico per poi chiudere in calo, con ribassi più marcati per S&P 500 e Dow Jones.
Nuovo minimo annuale Ethereum e record Nasdaq

I numeri delle liquidazioni fotografano bene quanto è accaduto. Nelle ultime 24 ore hanno raggiunto 1,61 miliardi di dollari, su oltre 271.000 trader, secondo i dati di CoinGlass. Lo squilibrio è netto. Le posizioni long liquidate valgono 1,34 miliardi di dollari, contro appena 275 milioni di posizioni short. È la firma di un crollo guidato dalla leva, non da una vendita ordinata. La singola liquidazione più grande ha riguardato BTC su Hyperliquid, per 16,19 milioni di dollari.
Liquidazioni long a leva e vendite istituzionali
A pesare sul comparto crypto restano le vendite degli istituzionali con il deflusso degli ETF Spot. Su Ethereum gli ETF hanno segnato 17 sedute consecutive di deflussi netti, la striscia negativa più lunga dall’introduzione dei fondi nel luglio 2024. Anche gli ETF spot su Bitcoin restano in territorio negativo, con 13 sedute consecutive di uscite nette. La domanda istituzionale che si sta ritirando toglie un sostegno chiave al loro prezzo, in quanto i retail, vengono subito liquidati quando entrano a mercato con leva.
Bitcoin difende area 60.000 USDT
Nel crollo notturno Ethereum ha toccato il suo nuovo minimo annuale a 1.717 USDT. Allo stato attuale ETH quota 1.813 USDT e sta tentando un rimbalzo. Su base settimanale sta perdendo un -9,66%, che porta il calo da inizio 2026 a un -39%. Il rimbalzo in atto è un movimento tecnico dopo il long squeeze della notte, che ha portato a una serie di ulteriori liquidazioni della leva.

Bitcoin ha segnato una forte contrazione notturna con un minimo a 61.370 USDT, livello superiore a quello di febbraio. Attualmente BTC quota 64.640 USDT e segna un ribasso settimanale del -12,27%, che al momento è il maggiore dell’anno. Il calo da inizio 2026 si attesta a un -26,21%.
Indici americani nervosi

Ieri a Wall Street si è registrata una seduta nervosa con incremento di volatilità. Gli indici hanno toccato nuovi massimi durante la giornata, prima di invertire la rotta e chiudere in ribasso. L’S&P 500 ha perso lo 0,74% il Nasdaq un -0,89% dopo un nuovo ATH, peggio il Dow Jones a -1,16%.
Lo sguardo è rivolto soprattutto ai dati macroeconomici di venerdì 5 giugno. Sono attesi i Nonfarm Payrolls di maggio, con un consenso di circa 93.000 nuovi posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è visto stabile al 4,3%. Per assurdo, un dato debole riaccenderebbe le speranze di tagli dei tassi. Un dato robusto consoliderebbe lo scenario di tassi alti più a lungo, sfavorevole alle crypto.
Restano alte le tensioni con Iran e Hormuz
Sullo sfondo resta la tensione in Medio Oriente. Nella notte del 2 giugno si sono registrati scambi di colpi tra Stati Uniti e Iran. Sul fronte diplomatico emerge però uno spiraglio, sembra che Israele e Libano abbiano raggiunto un’intesa per l’attuazione di un cessate il fuoco, subordinata alla cessazione del fuoco di Hezbollah. USA e Iran trattano un possibile accordo nei prossimi giorni.
Lo Stretto di Hormuz resta ancora ufficialmente chiuso al traffico. Il premio di rischio per il petrolio mantiene prezzi elevati, con il WTI che quota 95,21 dollari mentre il Brent si attesta a 97 dollari al barile.
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