Il mercato finanziario guarda allo spazio, tra incertezze geopolitiche e macroeconomiche con un catalizzatore che è SpaceX. La società di Elon Musk debutterà al Nasdaq il 12 giugno 2026 con il ticker SpaceX (SPCX), a un prezzo fissato di 135 dollari per azione. La valutazione implicita sfiora 1,77 trilioni di dollari, con una raccolta vicina ai 75 miliardi. Sarebbe la più grande quotazione della storia, capace di trascinare un intero comparto.
Il settore aerospaziale americano vola con SpaceX
Negli Stati Uniti l’attesa per SpaceX ha acceso da settimane tutto il settore spaziale quotato. L’ETF di riferimento sullo spazio puro, Procure Space (UFO), segna circa il 62% da inizio anno, con masse gestite (AUM) che hanno raggiunto 1 miliardo. Tra i singoli titoli aerospaziali spiccano Planet Labs (PL), con rialzo annuale di circa il +111%, Rocket Lab (RKLB), sopra il 50%, e AST SpaceMobile (ASTS), intorno al 29%.

Gli ETF tradizionali su aerospazio e difesa restano molto più indietro. Lo SPDR S&P Aerospace & Defense (XAR), si ferma intorno al +18%. L’iShares U.S. Aerospace & Defense (ITA), emesso da BlackRock e pesato per capitalizzazione, segna circa il +11%. Quest’ultimo gestisce oltre 13 miliardi di dollari ed è il più grosso. La distanza tra spazio puro e difesa classica è netta: i nomi piccoli legati a satelliti e lanciatori corrono molto di più. Dopo il picco di fine maggio, però, è arrivata una correzione violenta, innescata dall’esplosione del razzo New Glenn di Blue Origin il 29 maggio.
SpaceX sbarca nel mondo crypto
Il mondo crypto non è rimasto a guardare. Sui derivati on-chain è nato un perpetual future su SpaceX, lanciato da Trade.xyz sul protocollo Hyperliquid. Un perpetual è un contratto senza scadenza, che replica un prezzo di riferimento tramite il funding rate. Il contratto SPCX-USDC tratta intorno a quota 181,84 USDT, con un open interest superiore ai 65 milioni.

È importante capire la natura dello strumento che non ha azioni reali, ma replica in modo sintetico il valore presunto della società. Secondo quanto riportato da Bloomberg la società avrebbe già rivisto al ribasso il target dell’IPO, sceso verso i 1.800 miliardi dai 2.000 miliardi iniziali. Attualmente il prezzo di SPCX-USDC è ben sopra i 135 dollari dell’IPO, mostra quanto il mercato crypto stia scommettendo sul rialzo al debutto.
Non solo SpaceX

Lo stesso meccanismo visto per SPCX vale anche per i titoli spaziali già quotati. Su Hyperliquid esiste un perpetual su Rocket Lab, il contratto RKLB-USDC, scambiato intorno a quota 111,43 USDT con leva x10. La liquidità qui è molto più sottile, con un open interest vicino ai quattro milioni di dollari. Il mercato crypto prezza con forza SpaceX, che resta privata, e quasi ignora Rocket Lab, già acquistabile al Nasdaq. Tuttavia si può dire che lo spazio sta diventando terreno di incontro tra finanza tradizionale e crypto.
Lo spazio quotato arriva anche in Italia

Il tema non riguarda solo gli Stati Uniti ma anche a Piazza Affari esistono società legate allo spazio. Avio (AVIO), specializzata in lanciatori e propulsione, è il pure-play italiano più vicino a Rocket Lab, e segna oltre il +25% da inizio anno. Officina Stellare (OS), attiva nell’ottica satellitare, vola di circa il +74%, spinta anche da una fusione societaria recente. Sopra tutti c’è però Leonardo (LDO), esposto allo spazio tramite le sue partecipazioni. Le dimensioni tra le azioni italaine e americane restano lontane anni luce. Avio capitalizza meno di due miliardi di euro, contro le decine di miliardi dei colossi americani.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

