Secondo persone informate dei fatti, che sono state ascoltate da Bloomberg, SpaceX sarebbe già pronta a rivedere il suo target per la IPO. Si era parlato inizialmente di 2.000 miliardi di capitalizzazione complessiva, poi di 1.875 miliardi, ora si sarebbe scesi a 1.800 miliardi di dollari. Tutto questo mentre l’hype che circonda il mondo dell’intelligenza artificiale non sembra accennare a rallentare.
Non si tratta di un’anomalia totale però: come ricorda lo stesso giornale statunitense, capita di dover correggere il tiro quando ci sono in ballo cifre di questo tipo all’interno di una procedura di IPO alla quale partecipano soggetti istituzionali, grandi fondi e più in generale anche investitori articolati.
Obiettivo vendita di 75 miliardi di azioni
La quantità di azioni che sarà immessa in borsa da parte di SpaceX punta a raccogliere 75 miliardi di dollari e non sarà dunque una quantità fondamentale per il controllo dell’azienda. Si tratterebbe comunque, in caso di collocamento riuscito su queste quantità di raccolta di capitale, della più grande IPO di sempre.
Nel frattempo continua il giro proverbiale delle sette chiese del marketing, che avvierà le procedure definitive di collocamento il 4 giugno, per un listing in borsa che dovrebbe avvenire, a meno di clamorosi stravolgimenti, già il prossimo 11 giugno.
Cosa c’è nell’affare
Perché parliamo di AI mentre è SpaceX a tentare la IPO più di successo di tutti i tempi? Perché lo scorso febbraio SpaceX ha formalmente acquisito xAI, la divisione intelligenza artificiale delle aziende di Musk, che anima Grok e che probabilmente verrà introdotta anche in altri servizi e brand del gruppo.
È forse l’aspetto più interessante dell’offerta, almeno stando a quanto i mercati prezzano in questo momento: fiducia totale all’AI, attesa per le altre di OpenAI e Anthropic.
Numeri così così comunicati a SEC
I numeri comunicati da SpaceX a SEC – mossa necessaria prima della quotazione – non sono affatto entusiasmanti. Il gruppo perde quantità importanti di denaro e non sembra avere almeno sul breve periodo un piano per diventare profittevole.
Ne abbiamo parlato anche ieri durante la nostra live, stimolati da qualche dubbio (fondato) dei nostri lettori. Funzionerà ancora l’effetto Musk, che tutto trasforma in oro anche quando i numeri direbbero il contrario? Oppure siamo alla prima incrinatura di un rapporto – quello di Musk con gli investitori di rischio – che fino a oggi ha regalato soltanto gioie?
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