Le grandi banche americane hanno archiviato un secondo trimestre da record, spinte dal trading e dall’investment banking. Questi utili eccezionali stanno contribuendo a spingere l’S&P 500 verso i suoi massimi storici. Il settore finanziario pesa sull’indice molto più di quanto incida sul Dow Jones e ovviamente sul tecnologico Nasdaq.
Trimestrali da record per i colossi bancari di Wall Street
La stagione delle trimestrali delle banche USA è partita martedì con le cinque maggiori per capitalizzazione. JPMorgan ha messo a segno il profitto trimestrale più alto nella storia bancaria americana, con un utile netto di 21,2 miliardi di dollari. Goldman Sachs ha firmato il miglior trimestre di sempre, con un utile per azione di 20,98 dollari e ricavi in crescita del 39%.
Anche Morgan Stanley ha toccato numeri record il giorno seguente, trainata da un trading azionario da 6,3 miliardi di dollari. Bank of America e Citigroup hanno completato il quadro con utili rispettivamente di 9,1 e 5,8 miliardi. Wells Fargo, dal canto suo, ha aumentato l’utile netto del 17%, portandolo a 6,4 miliardi di dollari. In allegato la tabella con i dati delle principali 5 banche per capitalizzazione. EPS indica l’utile per azione.
| Banca | Capitalizzazione | EPS Q2 2026 | Crescita EPS su base annua |
|---|---|---|---|
| JPMorgan Chase | 804,52 mld $ | 6,14 $ | +17,2% |
| Bank of America | 353,69 mld $ | 1,21 $ | +34% |
| Morgan Stanley | 305,72 mld $ | 3,46 $ | +62% |
| Goldman Sachs | 281,85 mld $ | 20,98 $ | +92% |
| Wells Fargo | 225,01 mld $ | 2,00 $ | +25% |
Il traino sull’S&P 500 e le differenze tra i titoli
Il motore comune di questa tornata è stato il trading, sostenuto da mercati molto attivi e dal boom dell’intelligenza artificiale. Anche le commissioni sull’enorme quotazione in Borsa di SpaceX hanno gonfiato i ricavi di quasi tutti gli istituti coinvolti.
Guardando alle performance da inizio anno, però, il quadro tra le singole banche appare piuttosto diseguale come si osserva dalla tabella delle performance allegata. In testa troviamo BNY Mellon con un progresso del +39,94% e Goldman Sachs con il +30,32%. In fondo restano Capital One e Wells Fargo, le uniche due ancora in territorio negativo nel 2026.

Curiosamente la stessa JPMorgan, prima per capitalizzazione, guadagna appena il +7,57% da gennaio.
Le altre trimestrali attese
All’appello ci sono anche Morgan Stanley, BlackRock, PNC Financial. Tuttavia, i risultati migliori li ha fatti BNY Mellon, con ricavi record per 5,7 miliardi di dollari, con un utile per azione in crescita del 27%.
Il gestore BlackRock, che non è una banca, ha battuto le attese e l’azione ha reagito con un balzo di oltre il 6%. Anche PNC Financial ha alzato le stime per l’intero anno e annunciato un aumento del dividendo del 18%. La tornata non è ancora conclusa, perché mancano all’appello alcuni nomi importanti del settore. Truist Financial chiuderà la settimana con i dati attesi domani mattina.
Le banche entrano nella tokenizzazione con la DTCC
Un secondo fronte rende il settore bancario ancora più interessante per il mondo crypto. Ieri la DTCC (Depository Trust and Clearing Corporation) ha avviato un progetto per portare azioni e titoli di Stato americani sulla blockchain. La DTCC è l’infrastruttura che regola e liquida gran parte degli scambi finanziari negli Stati Uniti.
Al progetto partecipano proprio le grandi banche, da JPMorgan a Goldman Sachs fino a BlackRock. Il primo paniere comprende le azioni Microsoft, l’ETF Invesco QQQ e lo SPDR sull’S&P 500. Si tratta delle stesse banche che, un tempo scettiche, ora guidano in prima persona la corsa alla tokenizzazione. Nel più classico detto: pecunia non olet.
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